"Nomen omen" è una locuzione che utilizzavano i latini per indicare il fatto che ognuno ha il destino scritto nel proprio nome: un particolare che deve essere sfuggito a Jorge Barrios, lo zio del protagonista del "Che fine ha fatto?" di oggi, il calciatore Jorge Andres Martinez, il quale scelse sin da quando era piccolo di sporannominarlo "Malaka", una parola greca che significa "pazzia" o "genio" nell'accezione positiva del termine, ma può voler dire anche "scarto" o "schiappa" in quella negativa.

WANDERERS, NACIONAL E BRONZO IN COPPA AMERICA - Martinez nasce a Montevideo, capitale dell'Uruguay, nell'aprile del 1983: la sua carriera inizia proprio in un club della sua città, il Montevideo Wanderers, i cui colori sociali sono il bianconero, quasi un'anticipazione di quello che avverrà nel suo futuro. Dopo tutta la trafila nelle giovanili debutta in prima squadra a soli 17 anni: nella sua prima stagione da pro con il Montevideo vince il campionato di seconda divisione e viene promosso nella massima serie uruguagia, attirando su di sé le mire di diversi osservatori europei. In sei anni nel club colleziona 134 presenze e 23 reti, perché è costretto a saltare una stagione intera per differenti infortuni muscolari, una costante per tutta la carriera del 'Malaka'. Nel 2005 lo acquista uno dei club più prestigiosi d'Uruguay, il Nacional, dove riesce a giocare la Copa Libertadores e la Copa Sudamericana, senza però mai esplodere definitivamente, e dove vince il campionato. Viene inoltre convocato dal ct della nazionale Tabarez per disputare la Coppa America, nella quale la Celeste ottiene un prestigioso bronzo. 

L'EL DORADO A CATANIA: GOL ALLA ROMA E ALL'INTER DI MOU - Nel 2007, a 24 anni, arriva finalmente il grande salto: se lo aggiudica il Catania di Pulvirenti e Lo Monaco, da sempre attentissimo al mercato sudamericano, con Pasquale Marino in panchina. In Sicilia Martinez sembra finalmente poter sbocciare: fondamentale per la salvezza degli etnei un gol realizzato al Massimino contro la Roma nell'ultima giornata della sua prima stagione in Italia. Svaria da prima a seconda punta, realizzando nelle due stagioni successive otto e nove reti, di cui una importantissima nel 3-1 contro l'Inter di Mourinho che poi vincerà il Triplete.

IL FLOP NELLA JUVENTUS - Giuseppe Marotta, appena arrivato a Torino per diventare dirigente della Juve, decide di investire su di lui per provare la rinascita bianconera tramite colpi a sorpresa: viene acquistato dai bianconeri per 12 milioni di euro, realizzando la seconda miglior plusvalenza di sempre per il Catania. L'esperienza nella Vecchia Signora è però un flop assoluto che condizionerà il prosieguo della carriera del "Malaka", anche a causa di numerosi infortuni: la Juve disputa una stagione fallimentare, arrivando settima, e Martinez non riesce a salvarsi, naufragando con il proprio tecnico Delneri. La stagione seguente arriva Antonio Conte, che mette subito Martinez ai margini della rosa, facendogli capire che è il caso di cambiare aria e preferendogli Elia. LE SVENTURE DI CESENA, CLUJ, NOVARA E IL CLAMOROSO RINNOVO CON LA JUVE - Viene quindi spedito in prestito al Cesena: nel frattempo la Juve inizia a vincere con grande continuità, mentre il "Malaka" non trova pace: in Romagna arriva ultimo e retrocede, nonostante giochi con compagni come Mutu, Parolo, Candreva, Eder, Giaccherini e Iaquinta. Non riesce mai a giocare 90' e salta ben 21 partite in stagione. L'anno seguente passa ai rumeni del Cluj, campioni in carica: a causa di un infortunio però non gioca nemmeno un minuto in tutto l’anno, così passa al Novara, dove salta ancora quasi tutta la stagione per un altro infortunio e retrocede al termine del campionato. Così torna in patria, alla Juventud, dove riesce a tornare al gol e ottiene un dignitoso quarto posto. La notizia clamorosa è che Marotta decide di rinnovargli il contratto, scelta frutto di una lucidissima operazione con cui la Juventus tenta di rivalutarlo più che può, nell’ottica di una improbabile rivendita futura: anche questa opportunità svanisce, visto che Martinez fallisce nuovamente e vede il suo accordo coi bianconeri scadere.

MARTINEZ E IL BASKET - Ma oggi, dove è finito Martinez? Rimasto senza squadra, si diletta con quella che è sempre stata la sua seconda grande passione: la pallacanestro, tanto che a Catania andava spesso a vedere la squadra di basket locale, l'Elefantino, al palazzetto dello sport etneo. A 36 anni suonati l'ombra del ritiro e l'incredibile serie di infortuni che lo hanno condizionato incombono su di lui. Chissà se lo zio Jorge avesse deciso di scegliere un altro soprannome come sarebbe andata...

@AleDigio89