Rudolphus Anton Makaay, più semplicemente Roy: ma anche "Das Phantom", ovvero "il fantasma", come era soprannominato ai tempi del Bayern Monaco, o "El Pistolero", come invece lo chiamavano quando giocava in Spagna, nel Deportivo La Coruna. In una sola parola: letale. Centravanti vecchio stile, alla Gerd Muller o alla Pippo Inzaghi, per intenderci, uno di quegli attaccanti di cui non ti accorgevi mai, tranne in un momento della partita: quello decisivo, quello in cui l'olandese ti segnava, mettendo spesso fine alla contesa. Più di 300 gol in 4 campionati diversi, un bomber d'alta scuola, uno dei giocatori più nostalgici e forse più sottovalutati che il calcio moderno possa ricordare.

TRA TENERIFE E IL NO A VAN GAAL: 'TIFO FEYENOORD' - Nato a Wijchen, municipalità dei Paesi Bassi nella provincia della Gheldria, viene scoperto dal Vitesse Arnhem, fucina negli anni '90 di grandi attaccanti, visto che lanciò anche il greco Nichos Machlas. Dopo l'esordio in Eredivisie nel 1993, a 18 anni, Makaay disputa quattro stagioni in giallonero, realizzando la bellezza di 42 reti in 109 partite, con un'ottima media: il Tenerife, squadra delle Canarie ai tempi militante nella massima divisione spagnola, decide di acquistarlo, stanziando la bellezza di 10 miliardi di lire. Fa notizia la scelta di trasferirsi in Spagna, rifiutando le avances dell'Ajax di van Gaal, definito "presuntuoso e antipatico" dal giovane Makaay, tra l'altro tifosissimo dei rivali storici dei Lancieri, il Feyenoord. La prima stagione nella Liga è ottima, mentre nella seconda subentra qualche problema, legato alla debolezza della rosa, che porterà il Tenerife alla retrocessione e alla cessione del Pistolero, al Deportivo La Coruna, squadra ai tempi tra le migliori del campionato spagnolo.

LA CORUNA DA SOGNO: TITOLO, SCARPA D'ORO, BAYERN E MILAN UMILIATI - E' proprio in Galizia che esplode definitivamente la stella di Makaay: nella prima stagione il rendimento dell'olandese è clamoroso, tanto che con 22 gol trascina la squadra alla conquista del suo primo e unico titolo nazionale. In quella stagione Roy vince la Scarpa d'Oro ed è protagonista di alcune vittorie mitiche, come quella contro il Bayern all'Olympiastadion, in Champions League. Il bilancio delle quattro stagioni a La Coruna parla di 96 reti in 133 presenze, una media stratosferica: Maakay lascia la Spagna dopo aver vinto una Coppa del Re, due Supercoppe di Spagna e un titolo di Pichichi. La chiamata è di quelle che non si possono rifiutare: lo vuole il Bayern Monaco, proprio la squadra punita dall'olandese qualche anno prima in Champions.

IL BAYERN, RECORD DA CHAMPIONS E RITORNO A CASA - I dirigenti del Bayern lo portano in Baviera per la bellezza di 20 milioni di euro: in Germania la sua media realizzativa migliora ulteriormente, visto che in quattro stagioni realizza 102 gol in 178 match, vincendo per due volte la Bundesliga e per due volte la Coppa di Germania. Non riesce a conquistare la Champions, anche se proprio in questa competizione realizza un altro dei suoi incredibili record: nel corso della partita Bayern Monaco-Real Madrid del marzo 2007, il Pistolero mette a segno il gol più veloce della storia della competizione europea, dopo 10,2 secondi di gioco. A fine stagione però, a 32 anni e in concomitanza con gli arrivi al Bayern di Miroslav Klose e Luca Toni, Makaay capisce che è ora di cambiare aria: Bert van Marwijk, tecnico del Feyenoord, lo vuole nella sua squadra e finalmente Roy può realizzare il sogno di giocare per la squadra di cui è tifoso, i Rotterdammers.

IL PISTOLERO OGGI, TRA CALCIO E BIMBI - L'idillio dura però solo un anno, il tempo di segnare 20 goal in 33 partite: van Marwijk diventa infatti presto il tecnico della nazionale olandese e sulla panchina del De Kuip arrivano prima Gertjan Verbeek e poi Mario Been, due allenatori con i quali il Pistolero non va d'accordo. Makaay non può accettare l'onta di finire in panchina, così dopo aver riflettuto a lungo decide di ritirarsi, ma lo fa a suo modo, dopo aver realizzato una tripletta all'Herenveen. Rifiuta un'ultima offerta del Vitesse, squadra con la quale era sbocciato, e decide di diventare prima osservatore e poi tecnico delle giovanili del Feyenoord, che allena tutt'ora. Il Pistolero ha infatti sviluppato un ottimo rapporto con i bambini di giovanissima età, tant'è che adesso si dedica agli Under 13, ai quali prova ad insegnare le qualità che l'hanno reso uno dei migliori attaccanti di inizio millennio. L'unico rimpianto? Non essere mai riuscito a fare bene nella nazionale olandese, dove si è fermato a sole sei reti ed è stato messo da parte da Marco van Basten. Per il resto il Pistolero ha ben poco da invidiare ai migliori attaccanti di sempre. 

@AleDigio89