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  • Che fine ha fatto Jurgen Kohler?

    Che fine ha fatto Jurgen Kohler?

    • Alessandro Di Gioia
    In occasione dell'andata degli ottavi di finale di Champions League, disputata martedì sera, tra Juventus e Borussia Dortmund, la rubrica "Che fine ha fatto?" di oggi è dedicata ad un calciatore tedesco, ma grande ex delle due squadre: stiamo parlando di uno dei più grandi difensori della storia bianconera, ovvero Jurgen Kohler, baffetti e piglio da sergente teutonico, ma anima italiana. 

    VINCENTE NATO - Kohler nasce a Lamsheim, in piena Renania, nell'autunno del 1965: nei primi anni della sua carriera, dal 1983 al 1987, gioca per il SV Waldhof Mahneim, club appena promosso in Bundesliga che gli garantisce di esordire nella nazionale della Germania Ovest, nel 1986 contro la Danimarca, e nel quale, sue parole, "impara a giocare da rifinitore pur essendo uno stopper". La sua forza atletica, la velocità nell’anticipo, la capacità di uscire dalla difesa con la palla al piede, ma soprattutto l'abilità nella marcatura e il dominio sulle palle alte gli valgono la chiamata del Colonia, all'epoca uno dei club più importanti di Germania, ove rimane per due stagioni, prima del grande salto, il passaggio al Bayern Monaco. Con i bavaresi conquista finalmente la sua prima Bundesliga, solo sfiorata l'anno precedente. Il 1989 e il 1990 sono due anni storici per Kohler: prima l'unificazione delle due nazionali di Germania Est e Germania Ovest, in seguito alla Caduta del Muro di Berlino, poi il Mondiale conquistato da protagonista in Italia, grazie alla vittoria in finale contro l'Argentina di Maradona, "intrappolato" a dovere dalla difesa teutonica.

    CONDOTTIERO BIANCONERO - Nel 1991, in seguito ad un'ottima proposta arrivata dall'Italia, Kohler decide di lasciare il Bayern: l'offerta di 8,5 miliardi di lire arriva da Torino, e precisamente dalla Juventus, che vuole rilanciarsi dopo qualche stagione sottotono. Il ventiseienne Jurgen si guadagna quasi subito la fiducia del difficile ambiente juventino, soprattutto quella dei tifosi, che amano quel renano di poche parole ma di tanti fatti: riesce infatti a limitare i più forti attaccanti del campionato italiano, all'epoca il top del mondo, tra cui l'olandese del Milan degli Invincibili, Marco van Basten. Ventisette presenze la prima stagione, ventinove con una rete e la conquista della Coppa Uefa la seconda. Ma il suo ardore e l'applicazione tattica gli consentono di migliorare anno dopo anno, arrivando a cogliere la storica doppietta scudetto e Coppa Italia nel 1994-95, sotto l'egida di Marcello Lippi. Uno dei momenti più magici della carriera di Kohler in bianconero accade pèrò l'anno precedente, in uno dei derby della Mole più belli degli ultimi trent'anni: finisce 3 a 2 per la Juventus, e lo decide proprio Jurgen, con un imperioso colpo di testa sotto la curva dei fan della Vecchia Signora. Il bilancio complessivo con i bianconeri è ottimo: 102 partite di campionato con uno scudetto e 8 reti, 20 presenze in Coppa Italia, con un trofeo conquistato, e la vittoria della Coppa Uefa nel 1993. 

    DESTINO BEFFARDO - Al termine della stagione dello scudetto, Kohler, a 30 anni, decide di tornare in patria: non nel Bayern Monaco, ma negli acerrimi rivali, il Borussia Dortmund. La nazionale tedesca vince l'Europeo del 1996, ma il neo difensore giallonero si infortunia durante il primo match della competzione, contro la Repubblica Ceca, ed è quindi costretto a vedere i compagni alzare il trofeo da spettatore. A Dortmund però torna a fare quello che sa fare meglio: vincere. La Bundesliga il primo anno, e addirittura la Champions League il secondo: il destino gli gioca però un brutto scherzo, e gli mette davanti il suo passato bianconero. Darà una grossa delusione ai suoi vecchi tifosi, battendo appunto la Juventus a Monaco nella finale del 1997. L'anno seguente vincerà anche la Coppa Intercontinentale, prima di un ultimo Mondiale da comprimario, nel 1998, e l'addio al calcio nel 2002, non prima di aver vinto un altro scudetto con i gialloneri.

    LA MALATTIA E IL RITORNO SUI CAMPI - Appese le scarpette al chiodo, Kohler decide di intraprendere la carriera di allenatore: prima la nazionale tedesca Under 21, poi il Duisburg. Nel 2008 mentre è alla guida del VfR Aalen arriva la doccia fredda. Tra le lacrime rivela di dover lasciare la panchina per problemi cardiaci: "La mia vita non è in pericolo adesso, ma potrebbe diventarlo, se continuo. Resterò come direttore sportivo, un lavoro più tranquillo”. Le cure, il riposo e il terzo figlio danno nuova linfa a Jurgen, che torna da protagonista, anche se in cadetteria: attualmente è allenatore del SpVgg EGC Wirges. Ci piace, però, ricordarlo con le parole dedicate alla Juventus, il suo grande amore: "Io sono tedesco, ho giocato in squadre importanti in Germania, ma il mio cuore è solo bianconero. Sono orgoglioso di aver potuto fare parte di questa società ed anche di aver potuto vincere qualcosa di importante con questa prestigiosa maglia". Siamo convinti che, quando tra tre settimane si disputerà il ritorno degli ottavi tra Borussia Dortmund e Juventus, non tutti i tedeschi tiferanno per i gialloneri: Kohler no, lui ha il cuore bianconero.

     

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