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Nascere a Lifou, comune che comprende interamente l'omonima isola della Nuova Caledonia, nella Provincia delle Isole della Lealtà, in piena Oceania, non è una caratteristica comune per un calciatore. Come non è un uomo comune Christian Karembeu, che a Lifou ha conosciuto il mondo, nato da una numerosa famiglia kanak, abitanti autoctoni melanesiani di discendenza aborigena. Acquisita poi la cittadinanza francese, il "cane pazzo", come era soprannominato il centrocampista, si è sempre distinto sia sul campo che fuori da esso come un tipo particolare e non convenzionale, per fare parte del banale mondo del pallone. 

DAL NANTES ALLA SAMPDORIA DI MANTOVANI - Comincia la sua carriera a 20 anni, nel Nantes, in cui milita fino ai 25, giocando 130 partite. Ma in Italia quel centrocampista dal fisico possente e dal moto perpetuo, dotato anche di una buona qualità, attira le sirene della Sampdoria di Enrico Mantovani, che lo rileva per 7 miliardi di lire. A Genova si ambienta alla grande e nella Samp gioca per due stagioni, attirando su di sé le mire niente meno che del Real Madrid.

REAL MADRID E FRANCIA, DUE CHAMPIONS E UN MONDIALE - In Spagna Karembeu conosce il periodo più felice della sua vita: vince per due volte in tre anni la Champions League, nel 1998 e nel 2000. Non solo, nel '98 conquista la vittoria dei Mondiali con la Francia, nella rassegna iridata casalinga, dopo sei anni di militanza: non ha però mai cantato l'inno nazionale in campo, ricordando che due suoi zii furono esposti in uno zoo umano nell'Esposizione Coloniale di Parigi del 1931​. In tre anni dunque porta a casa i più importanti trofei per un calciatore.

IL FIDANZAMENTO CON LA SKLENARIKOVA E IL DECLINO: DAL MIDDLESBROUGH ALL'OLYMPIACOS - Nello stesso periodo poi conosce e si fidanza con la spettacolare modella slovacca, Adriana Sklenaříková, con cui apparirà lungo tutto il corso della sua carriera. Ma dal punto di vista calcistico inizia invece il declino: si trasferisce  al Middlesbrough in Premier League, dove rimane un solo anno, prima di passare in Grecia all'Olympiakos, in Svizzera al Servette e in Corsica, al Basta, prima del ritiro avvenuto nel 2005.​

DOPO IL RITIRO: DALL'ABBIGLIAMENTO AI DOCUMENTARI - Dopo di questo fonda assieme al compagno di squadra ai tempi del Middlesbrough, Gianluca Festa, l'azienda di abbigliamento sportivo A-Line, che però dopo alcuni anni molto produttivi fallisce nel 2013, lasciandosi dietro strascichi giudiziari con i due soci in affari. Dal 2006 diventa inoltre commentatore sportivo per diverse emittenti televisive francesi, prima di condurre "L'isola del campione", una serie di documentari sulle isole tropicali di cui lui stesso è originario, diffusi sulla rete Planete. Inoltre si trova all'Olympiacos dal 2013 come consulente strategico per lo scouting, le relazioni internazionali e l'organizzazione e dall'estate del 2018 è il direttore sportivo della squadra del Pireo. Ed ora? Sarà ambasciatore del prossimo Europeo... Mai niente di comune.

@AleDigio89