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I tifosi dell'Inter ricorderanno senza dubbio il nome di Fabio Macellari, seppur l'esperienza in nerazzurro dell'ex terzino di Sesto San Giovanni sia stata tutto meno che indimenticabile: solo 11 presenze in quella maledetta stagione 2000-2001, iniziata in maniera terribile con la cocente eliminazione nei preliminari di Champions League ad opera degli svedesi dell'Helsingborg, avversari tutt'altro che imbattibili, proseguita peggio con l'esonero di Marcello Lippi, fautore del suo acquisto, e terminata disastrosamente, con il derby perso 0-6 dai nerazzurri di Tardelli contro il Milan di Gianni Comandini. Eppure, per Macellari, le cose potevano andare in tutt'altro modo: si è trattato del notorio caso dell'uomo giusto nel posto giusto, al momento sbagliato.

NO LIPPI, NO PARTY - Esterno sinistro di gran gamba e di buono spunto, è cresciuto nelle giovanili della Pro Sesto, prima di convincere i nerazzurri a puntare su di lui dopo le ottime stagioni disputate tra Serie A e Serie B a Lecce e a Cagliari, dove stringe un ottimo rapporto con il presidente Cellino, il quale arriva a regalargli una Mercedes dopo una importante vittoria. Protagonista della prima squalifica con prova televisiva nella storia della Serie A, colpito con una testata da Ibrahim Ba, a Milano vide tramontare la sua buona stella dopo l'esonero di Lippi, che lo aveva richiesto ardentemente. Nell'estate del 2001 va al Bologna, nell'operazione di scambio con un altro talento inespresso, Jonathan Binotto. Un anno dopo s'infortuna al menisco ed è l'inizio della fine: dopo mesi definiti da lui stesso come "il più grosso rimpianto della carriera", per gli errati comportamenti extracalcistici, Macellari torna a Cagliari, prima di finire nelle serie minori. 
 
L'ALCOOL, LA DROGA E LE FUGHE NOTTURNE - Proprio a Bologna e a Cagliari ci sono infatti i colpi di testa: la rescissione dai rossoblù felsinei avviene anche per le insistenti voci che parlano di uso di cocaina da parte del terzino, situazione che manda su tutte le furie Guidolin, ai tempi allenatore. Macellari si gode la vita notturna, e arriva anche a bere 30 birre in una serata, non proprio la vita dell'atleta. In Sardegna viene presto messo fuori squadra, reo di essere tornato al centro allenamenti alle otto di mattina, quando il limite era fissato alle ventidue e trenta, dopo la fuga dalla finestra e un pesante litigio con la fidanzata Claudia. Tutte queste peripezie complicano particolarmente la sua carriera, tanto da dare l'addio al calcio che conta a soli trent'anni.

MACELLARI OGGI, TRA LEGNA E ROCK - Adesso Fabio (foto SkySport.it) ha messo la testa a posto, e lasciato la vita sotto i riflettori tipica del mondo dei calciatori: vive in un casolare di famiglia in mezzo ad un bosco a Bobbio, in provincia di Piacenza, anche se è spesso a Cagliari, dove abitano la moglie e il figlio. Allena il Seulo, squadra sarda di prima categoria, e e pensa ad un libro sulla sua vita. E' molto amico di Laurent Blanc, suo ex compagno ed oggi tecnico del PSG, ricorda con piacere Ronaldo, di cui conserva la maglietta, e  qualche tempo fa ha attaccato duramente Nainggolan, reo di prepararsi a giocare un match con la Roma indosando i parastichi con i Quattro Mori, simbolo del Cagliari. Per vivere taglia la legna oppure va in giro con il camioncino dell'immondizia. Canta in un gruppo con repertorio rock, come Led Zeppelin e Deep Purple. Una vita normale, per un uomo normale con un talento speciale che non è riuscito a gestire al meglio, ma che ha camminato sempre a testa alta.

@AleDigio89