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Senza una squadra: il presente di Riccardo Montolivo e Andrea Bertolacci dice che i due centrocampisti, dopo quasi un mese dall'inizio del campionato di Serie A, sono ancora liberi sul mercato. Uno strano destino per due giocatori che in pochi anni sono passati dallo splendore del Milan di Silvio Berlusconi e dalla convocazione nella Nazionale italiana al problema di non avere qualcuno disposto a puntare su di loro o comunque al rifiutare le offerte pervenute perché non ritenute all'altezza. Svincolati di lusso dunque, pronti ad accasarsi in qualche club da un momento all'altro ma attualmente lontani dai campi da gioco.

DA ATALANTA E VIOLA AL MILAN DI BERLUSCONI, FINO ALLA SCELTA DI GATTUSO - Riccardo Montolivo, dotato di passaporto italiano e tedesco, illumina con le proprie giocate sin da quando è ragazzino: cresciuto a Caravaggio, in provincia di Bergamo, viene notato a soli 8 anni dal responsabile del settore giovanile dell'Atalanta Mino Favini, che lo fa entrare nella Dea, club nel quale diventerà grande ed esordirà tra i professionisti. A soli 20 anni passa alla Fiorentina: in Toscana si impone come uno dei centrocampisti più dotati dell'intera Serie A, capace di abbinare qualità e quantità, sulle orme di un certo Andrea Pirlo. Diventa capitano della Viola, con la quale milita anche in Champions League, prima di un addio burrascoso a causa di motivi contrattuali, che ne condiziona il positivo ricordo a Firenze. Il Milan di Silvio Berlusconi e Adriano Galliani coglie l'occasione e lo tessera a parametro zero: le prime tre stagioni in rossonero sono complicate per la squadra, dato che i rossoneri non riescono mai a qualificarsi per le coppe europee, ma comunque positive per Montolivo, che si guadagna i galloni della Nazionale italiana e che dopo l'addio di Massimo Ambrosini diviene capitano della squadra, complice anche il gradimento del presidente. Dopo il primo periodo idilliaco, complici alcuni infortuni di troppo e la situazione societaria decisamente altalenante, la sua situazione si complica, fino all'arrivo di Gattuso, che sceglie di metterlo fuori squadra: nel giugno di quest'anno, al termine del contratto, commenta amaramente il proprio addio al Milan, in un finale non degno per un calciatore che nonostante le scelte dell'allenatore decide di non scatenare mai polemiche,

DALLA ROMA ALLE OASI LECCE E GENOA, MA NEL MILAN.
.. - Andrea Bertolacci, nato a Roma, cresce nelle giovanili del club giallorosso di cui è tifosissimo, fino al prestito al Lecce in Serie B, in occasione del quale si impone all'attenzione dei grandi club, per la sua capacità di interpretare il ruolo di mezzala in maniera moderna: centrocampista completo, trova prima in Salento e poi nel Genoa, club che se lo aggiudica, le oasi perfette per imporsi nella massima serie senza troppi condizionamenti e pressioni. Quelli che invece dimostra di soffrire quando passa al Milan, che lo acquista dai liguri: in rossonero però, complici anche diversi infortuni, non riesce mai a dimostrare appieno quello che vale, sia nella prima avventura che nella seconda con Montella e Gattuso, che spesso lo biasima per la mancanza di carattere al momento dell'ingresso in campo. Passa così dalla Nazionale a rimanere senza squadra a soli 28 anni.

DALL'ATALANTA AL SASSUOLO, MA IL FUTURO E' INCERTO
- Il futuro per entrambi è incerto: per Montolivo si è parlato lungo tutto il corso dell'estate prima di un possibile ritorno a Bergamo, con la maglia dell'Atalanta, per dare una mano alla squadra di Gasperini neo qualificata alla Champions League, poi di una possibile suggestione Cremonese, in Serie B, prima che alcuni ostacoli rendessero difficile l'operazione. Su Bertolacci ci sono invece due club di Serie A, Udinese e Sassuolo, anche se il sogno rimane quello di un possibile ritorno a Lecce. Insomma, i due centrocampisti non sono destinati a rimanere per sempre svincolati di lusso: ma il presente di due giocatori che per un certo periodo sono stati tra i migliori del calcio italiano è amaro.

@AleDigio89