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"Un aereo non cade mai due volte nello stesso punto". Avrà pensato questo il povero Christian Obodo, ex calciatore nigeriano di Perugia, Udinese, Fiorentina, Lecce e Torino, quando è stato sequestrato per la seconda volta della sua vita, da uomini armati, mentre si trovava con la sua fidanzata a Warri, città sul delta del Niger.

IL PRIMO RAPIMENTO -  Incredibile, ma vero: l'ex centrocampista era infatti già stato rapito nel 2012, mentre si recava in chiesa. I sequestratori ai tempi chiesero 150mila euro per il riscatto alla famiglia, ma il giorno successivo Obodo riuscì a fuggire, dopo aver intuito le intenzioni di ucciderlo, in seguito all'arresto di alcuni dei rapitori da parte della polizia locale. Questa volta invece l'ex calciatore ha raccontato di essere stato fermato mentre comprava della frutta, chiuso nel bagagliaio dell'auto per 4 ore, di non essere stato ferito o offeso, ma in preda a una domanda: "Perché sempre a me?".

 'PERCHE' SEMPRE A ME?' - Il 36enne è una vecchia conoscenza della Serie A: "Non capisco perché devono farmi vivere queste situazioni. Sono stato chiuso per 4 ore nel bagagliaio di una macchina, al caldo. I rapitori mi hanno detto anche di aver perso dei soldi scommettendo sulle partite della nazionale nigeriana. Non mi hanno fatto male, né minacciato". Una spiacevole consuetudine, per un calciatore che si è distinto per un'ottima carriera: nato proprio a Warri nel 1984, ha un fratello minore, Kenneth, anche lui calciatore. 
IL PERUGIA E L'UDINESE CON COSMI, L'ESORDIO IN CHAMPIONS E LA ROVESCIATA ALL'INTER - Arriva in Italia a soli 17 anni, scoperto dal Perugia di Luciano Gaucci, con Serse Cosmi in panchina: centra una storica qualificazione alla Coppa Intertoto e la semifinale di Coppa Italia, qualificandosi poi alla Coppa Uefa, prima di retrocedere perdendo lo spareggio decisivo contro la Fiorentina. Il nigeriano si trasferisce proprio nei viola, prima dell'esperienza nell'Udinese, proprio con il "maestro" Cosmi. Con la maglia dei friulani esordisce in Champions League: a parte un brutto infortunio al ginocchio, sono gli anni migliori della su carriera, nei quali gioca da titolare in una squadra d'alta classifica e si toglie soddisfazioni importanti, come il gol in rovesciata contro l'Inter, che ferma la serie di 17 vittorie consecutive dei nerazzurri. 

TORINO E LECCE, POI IL DECLINO - Purtroppo gli infortuni iniziano ad angustiare Obodo, che in Italia gioca anche con la maglia del Torino e del Lecce, prima di tornare all'Udinese e rescindere il contratto; il declino sarà lento ma inesorabile, prima in Bielorussia con la DInamo Minsk, poi in Portogallo nell'Olhanense, infine in Grecia, nello Xanthi, e in Romania, nel Concordia e nel Pandurii. Dopodiché il ritiro, il ritorno in patria e la speranza di una vita tranquilla: invece niente da fare, ora il nigeriano si augura che non valga il proverbio "non c'è due senza tre...".

@AleDigio89