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Una storia e una vita intrecciate al Chievo Verona, dal suo massimo splendore con la qualificazione ai preliminari di Champions League fino all'onta del fallimento e della sparizione. Tutto questo è stato ed è tuttora Sergio Pellissier, il bomber aostano che nella città dell'Arena è diventato il cittadino clivense più importante di tutti: tanto da voler provare a ricreare quella fiaba, con il progetto Clivense. squadra nata dalle ceneri del Chievo, omonimo quartiere scaligero, e ripartita dalla Terza Categoria con Riccardo Allegretti in panchina.

IL 'PELLICCIAIO', DA AOSTA ALLA CHURRASCARIA E JERRY CALA' - Eppure tutto è cominciato da Aosta, anzi da Fenis, comune tra il Vallone di Champdepraz e la Val di Cogne, di cui era originario il padre di Sergio, il cui cognome, Pellissier appunto, è molto diffuso e significa "pellicciaio" in francese; la madre invece è sarda, mentre la compagna di vita, Gian Micaela Viadana, l'attaccante l'ha conosciuta ai tempi della Spal. Assieme all'ex compagno di squadra Luciano ha gestito per diversi anni la churrascaria "Porto Alegre" a Verona ed è un grande amico di Jerry Calà, il quale ha curato la prefazione della sua biografia "Ho fatto trentuno".

IL 31 E I RECORD COL CHIEVO, LA FIABA D'ITALIA - Un numero di maglia scelto per caso ma diventato leggenda, non solo Verona ma in tutta Italia: primatista di presenze col Chievo in Serie A e in tutte le competizioni, è il miglior marcatore del club nel massimo campionato (112 reti) mentre in totale è preceduto solo da Bruno Vantini, autore di 159 gol; inoltre è il marcatore più prolifico del derby di Verona, in cui ha segnato 4 volte, prima di essere fondatore, presidente e giocatore della Clivense, dopo il fallimento del Chievo di Luca Campedelli, con il quale i rapporti si sono deteriorati nel tempo.
LA NAZIONALE AZZURRA E IL PROGETTO CLIVENSE - Attaccante e seconda punta molto prolifica, cresce nelle giovanili del Torino, prima delle esperienze nel Varese e a Ferrara, prima della lunga epopea al Chievo, del quale diventa bomber, uomo simbolo e capitano: segna in tutte le categorie e per tutti gli obiettivi, dalle coppe europee alla salvezza, guadagnandosi i galloni della convocazione in Nazionale. Rende immortale il suo nome e quello della squadra del piccolo borgo veronese. nel quale non verrà mai dimenticato. Soprattutto ora, che ha l'obiettivo di far tornare il club che ne ha ereditato l'anima ai vecchi fasti.

@AleDigio89