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"Roberto Carlos? Non ci serve, abbiamo Pistone": parole e musica di Roy Hodgson, allenatore dell'Inter nella stagione 1995-96, quando decise di dare l'assenso per la cessione del brasiliano al Real Madrid confidando di avere in squadra un terzino più utile alla causa nerazzurra, perché più disciplinato tatticamente. Quel calciatore era Alessandro Pistone da Milano, nato nel 1975 e appena acquistato per vestire il nerazzurro dal Vicenza. La carriera dei due calciatori da quel momento in poi dimostra che forse l'allenatore inglese qualche scrupolo in più avrebbe potuto e dovuto farselo.

DALLA SOLBIATESE ALLE OLIMPIADI - Eppure inizialmente Pistone fu rilevato per giocare assieme a Carlos, l'italiano sulla linea difensiva e il brasiliano su quella dei centrocampisti: cresciuto nella storica e rinomata società milanese dell'Alcione, si impose tra i professionisti prima tra le fila della Solbiatese e poi in quelle del Crevalcore, fino a conquistarsi la fiducia del Vicenza e la chiamata dell'Inter, che lo rilevò per 1.5 miliardi di lire. Nel mentre la convocazione nell'Italia Under 21 e nella Nazionale olimpica, tanto che quando arriva la chiamata del club di Moratti Pistone si trova alla Borghesiana, dove fatica a sentire l'interlocutore perché non c'è campo per i telefonini.

LA FINALE DI COPPA UEFA E LA VITTORIA DELL'EUROPEO U 21 - Eppure l'avventura all'Inter è troppo altalenante per essere ricordata in maniera positiva: "All'epoca c'era un errore di fondo, quello di cambiare 15 giocatori all'anno. Io sono stato contestato per un periodo, ma poi tutto è passato così come era iniziato" le dichiarazioni postume a Sky. In nerazzurro gioca una finale di Coppa Uefa, persa ai rigori contro lo Schalke 04, prima della vittoria nel campionato Europeo 1996 in finale contro la Spagna grazie a un'Under fortissima, nella quale militavano calciatori del calibro di Cannavaro, Coco, Totti e Morfeo.

NEWCASTLE CON DAGLISH E GASCOIGNE - Poi, come un fulmine a ciel sereno, arriva la chiamata del Newcastle di Kenny Daglish: con la maglia bianconera gioca tre stagioni, costellate da diversi infortuni, riuscendo a raggiungere la finale di FA Cup, poi persa contro l'Arsenal. Pistone non si è pentito della scelta, ma che rimprovera la "scarsa cura per l'alimentazione, il poco lavoro fisico e le fazioni che si creavano nello spogliatoio". Nel mentre, tanto alcool consumato durante le uscite nei pub: con Bobby Robson riesce ad affermarsi, ma con Ruud Gullit non si intende ed è costretto a lasciare, nonostante il buon rapporto con Paul "Gazza" Gascoigne.

GLI ANNI D'ORO NELL'EVERTON E IL GIOVANE ROONEY - Comincia così la parte più importante e più bella dell'ex Inter, che si accasa all'Everton: nei Toffees rimane per sette stagioni, dove gioca con regolarità e fa in tempo a conoscere e ad allenarsi con un giovane Wayne Rooney. Poi la chiusura di una carriera che avrebbe sicuramente potuto essere più rosea nel club belga del Mons, che termina subito anche per la nostalgia della famiglia, rimasta in Inghilterra,

PISTONE OGGI: TRA CALCIO E PIADINE - Ma oggi che fine ha fatto Pistone? Si divide tra calcio e ristorazione: diventa allenatore e dopo un'esperienza con gli allievi dell'Aldini Bariviera diviene tecnico prima dei giovanissimi nazionali del Varese, poi della Beretti del Varese, infine delle prime squadre dell'Oggiono e del Vighignolo. Ma non solo: è proprietario in società di Farinami, un ristorante tutto dedicato alla piadina romagnola.

@AleDigio89