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Giorgio si nasce, Re si diventa: l'inconfondibile attaccante palermitano ha lasciato un segno indelebile nel nostro calcio, nonostante abbia prevalentemente giocato nelle categorie inferiori nel corso della sua carriera, realizzando comunque 258 reti tra campionati dilettantistici e professionistici. dalla Terza Categoria regionale alla Serie A. Il leit motiv? I gol, che lo rendono uno dei centravanti più prolifici nella storia delle leghe minori, e la militanza in squadre tutte del Sud Italia, dal Cinisi dove ha debuttato al Catanzaro che lo ha reso grande, dal Messina al Catania fino alla chiusura all'Atletico Catania. Un'unica eccezione, il Mantova in Serie B, dal 2007 al 2009, dove ha comunque vissuto alcuni degli anni migliori della sua carriera. 

LA FAMIGLIA DI CALCIATORI E L'IMPORTANZA DI MARINO - Re Giorgio, soprannome assegnatogli per la capacità di andare in rete con assoluta costanza, nasce e cresce nel quartiere Kalsa di Palermo, una delle parti più antiche della città, in una famiglia legata a doppio filo con il pallone: ha infatti due fratelli, Natale e Micheal, anch'essi calciatori a livello dilettantistico. Inizia a giocare tardi, a 23 anni, in Terza Categoria, nella squadra del quartiere Borgo Nuovo, poi in Promozione, nel Cinisi, dove segna 34 gol in 28 partite, prima di passare al Milazzo, sotto la guida di Pasquale Marino, al Messina e al Tricase. E' a Brindisi, in Serie C2, che esplode definitivamente: 20 reti in stagione, titolo di capocannoniere e Coppa Italia dilettanti portata a casa. 

LA FAVOLA DI CATANZARO, IL RECORD DI PALANCA E LA CORTE DI NAPOLI E PALERMO - I tratti di Corona sono inconfondibili: capelli lunghi, fascetta e pantaloncini arrotolati a scoprire le cosce, tratto distintivo che lo caratterizza per tutta la sua carriera. L'arrivo a Catanzaro gli cambia la vita e gli fa capire di avere una chance nel calcio dei grandissimi, dato che alla prima stagione in Calabria, nella prima apparizione in Serie C1, segna ben 19 reti, battendo il precedente record di marcature per stagione detenuto da Massimo Palanca e contribuendo alla promozione in Serie B, ottenuta dopo quattordici anni. I giallorossi  si classificano ultimi in entrambi i successivi campionati di B, anche se nel primo caso vengono ripescati, nei quali Corona segna in tutto 27 gol, nonostante sia cercato più volte da Napoli e Palermo.

LO STRISCIONE PREMONITORE E  I PANTALONCINI ARROTOLATI -. Corsi e ricorsi storici, tra il 2003 e il 2006 i tifosi delle Aquile del Sud espongono regolarmente allo stadio Nicola Ceravolo uno striscione dedicato a Re Giorgio, "Infetti da Corona virus", che a distanza di anni risulta incredibilmente premonitore, seppur in tutt'altro contesto, visto l'esplosione dell'epidemia mondiale con questo nome. Lo stesso Corona ha voluto ripubblicare sulla sua bacheca Facebook quello striscione, cercando di esorcizzare la paura. La spiegazione per i pantaloncini arrotolati? “Una scaramanzia, non volevo diventare un personaggio Quando giocavo nel Borgonuovo eravamo impegnati in una trasferta a Belmonte Mezzagno e perdevamo 3 a 1: poi abbiamo vinto 5 a 3, ho fatto tre gol e da allora negli anni capitava di ripetere quel gesto".
LA SERIE A COL CATANIA E LA NAZIONALE SFIORATA - Alla bellezza di 32 anni arriva finalmente la prima occasione in Serie A, con la maglia del Catania: nella sua prima e unica stagione nella massima serie italiana, realizza la bellezza di 7 gol, di cui alcuni di importanza fondamentale per la permanenza degli etnei nella categoria, come ad esempio lo splendido tiro al volo contro il Cagliari al debutto e la rete al Palermo di cui è tifoso sin da bambino, diventando un emblema di perseveranza, professionalità e spirito di sacrificio e sfiorando la convocazione in nazionale.

MANTOVA, MESSINA E JUVE STABIA: MOMENTI DI GIOIA - L'anno dopo è al Mantova, in B: con i virgliani sfiora l'ennesima promozione, fermandosi ai playoff. Seguono Taranto e Juve Stabia: con la maglia delle Vespe Corona vince la Coppa Italia Lega Pro e realizza il gol del 2-0 all'88' contro l'Atletico Roma nella finale play-off di ritorno giocata allo Stadio Flaminio di Roma, che sancisce il ritorno in Serie B dei campani dopo sessant'anni dall'unica partecipazione. Carriera finita? Macché, Re Giorgio è eterno: a 37 anni suonati firma con il Messina, in Serie D, tornando in riva allo Stretto dopo dodici anni, contribuendo alla doppia promozione in Serie C2 e in Serie C dei peloritani, con 139 presenze e 56 gol complessivi.

LA FINE DELLA FAVOLA CON L'ATLETICO CATANIA E CORONA OGGI - L'ultimo atto di quella che più che una carriera pare una favola è di nuovo a Catania, con la maglia dell'Atletico, che lo tessera a 41 anni: dopo la retrocessione in Promozione nella prima stagione, durante la seconda realizza il gol decisivo per la risalita, celebrando con un primo posto in campionato l'addio allo sport che lo ha reso grande. Ma oggi, che fine ha fatto Re Giorgio? E' tornato nella sua Palermo per dedicarsi alla sua famiglia, valuta una carriera da allenatore e si diverte giocando con gli amici in qualche torneo. Con i pantaloncini arrotolati, chiaramente.

@AleDigio89