A Firenze lo ricordano come il "duro dall'animo burlone", a Praga invece è davvero nei guai: il protagonista del primo "Che fine ha fatto?" della stagione 2018/2019 è Tomas Repka, difensore nato a Slavicin, nella regione di Zlin, in Repubblica Ceca, ormai 44 anni fa.Un personaggio a tutto tondo, non solamente sul campo da calcio: da bambino, il piccolo Tomas dimostra subito un talento innato, ma non come i compagni, che guardano e si ispirano ai migliori fantasisti e numeri 10 d'Europa. Già, perché lui vuole fare il difensore e il fisico che Madre Natura gli ha donato lo facilita non poco: 185 centimetri per 80 chili di muscoli, grande cattiveria agonistica e elevazione superba, che gli valgono il titolo di settimo miglior calciatore ceco del decennio 2000-2010 secondo la rivista ceca Lidové noviny.

VOLUTO DAL TRAP, CONSIGLIATO DA BATISTUTA: COPPA ITALIA A FIRENZE - Cresce nelle giovanili del TJ Brumov, dove milita nove anni, prima di passare allo Zlin prima e allo Svit Zlin poi, dal quale si affaccia finalmente al grande calcio: lo sceglie il Banik di Ostrava, con cui si impone all'attenzione della miglior squadra ceca, lo Sparta Praga, che lo acquista nel 1995 all'età di 21 anni per farne uno dei punti fermi della propria difesa. Dopo tre anni, nei quali vince due campionati e una coppa ceca, lo acquista la Fiorentina del nuovo allenatore Trapattoni su consiglio di Batistuta, che lo aveva avuto come avversario nella Coppa delle Coppe 1996-97, patendo le pene dell'Inferno. In viola Repka si ambienta subito, disputando tre buone stagioni e segnando anche una rete nella finale di ritorno Coppa Italia del 1999 contro il Parma, anche se poi il trofeo andò alla squadra ducale, prima di vincere lo stesso trofeo nella stagione 2000-01, sempre contro il Parma, sotto l'egida di Roberto Mancini. 

IL 'MURO CECO': DALL'AMORE DELLA FIESOLE ALLE LACRIME ALL'ADDIO - "So di essere un giocatore duro, ma anche leale con gli avversari. Quando entro, non voglio fare male a nessuno.  Quando mi è capitato, l'ho sempre fatto involontariamente, e ancora prima di uscire dal campo mi sono sempre scusato": parole e musica del "muro ceco", amato dai tifosi perché sempre pronto a dare tutto per la maglia. La Fiesole, storica curva in cui si annida il tifo più caldo della Fiorentina, gli crea un coro ad hoc: "Se non ci arriva Toldo c’è Repka, c’è Repka". Il ceco lascia il cuore a Firenze, di cui dirà: "Firenze e Praga, in fondo, hanno diversi punti in comune. La prima è più raccolta, ma in quanto a bellezza temono entrambe pochi confronti. È per questo che sono innamorato di queste due città". In campo, alcune pagine indimenticabili: la vittoria al Franchi contro il Manchester United in Champions e quella a Wembley, dopo aver battuto l' Arsenal di Wenger e Bergkamp, prima dell'ultimo trofeo vinto tuttora dalla società viola. Il giorno dell'addio alla città toscana è colmo di lacrime: purtroppo però, fu venduto per  5,5 milioni di sterline al West Ham, record personale per la società di Londra. In Inghilterra giocherà per cinque stagioni diventando anche capitano, in seguito al crack della Fiorentina causato dall'ex presidente Vittorio Cecchi Gori.
IL CARCERE PER ANNUNCI HOT SULLA EX MOGLIE - Nel 2006 torna in Repubblica Ceca, allo Sparta Praga, dove rimane per cinque anni vincendo altri due campionati e una coppa ceca, prima di chiudere alla Dynamo Ceske Budejovice, squadra il cui presidente è l'ex compagno e conoscenza italiana Karel Poborsky. Ma oggi, che fine ha fatto Tomas Repka? Un epilogo non buono, per il ceco di Firenze: è infatti finito in carcere, condannato dal tribunale di Brno a sei mesi di prigione in seguito a una denuncia sporta dall'ex moglie, Vladka Erbova, per aver pubblicato almeno tre annunci falsi in cui l'ex coniuge avrebbe offerto prestazioni sessuali a pagamento corredati con foto e con numero di telefono, aiutato anche dall'attuale compagna. Il motivo? "L'ho fatto per vendicarmi della mia ex moglie perché non mi fa vedere nostro figlio". Non è la prima volta che Repka finisce in tribunale: in passato, l'ex viola era stato condannato per non aver pagato gli alimenti per il figlio. Non certo comportamenti da "duro con il cuore tenero". 

@AleDigio89