Non c'è dubbio, Sebastiano Rossi non starà vivendo in queste ore i momenti più felici della sua esistenza: nell'immaginario collettivo dei tifosi del Milan, ma di tutti gli appassionati di calcio in generale, Seba è infatti il portiere dei record, colui che riuscì a mantenere la propria porta inviolata per 929 minuti, quando indossava la maglia rossonera. Rete immacolata per dieci giornate, dalla 16esima alla 26esima, dal gol di Villa del Cagliari a quello di Kolyvanov del Foggia, nell'ormai lontano 1994. Già, un record che sembra ormai destinato a cadere: qualora Gigi Buffon riesca infatti a non subire gol nei primi quattro minuti del derby di Torino in programma domenica, il primato passerà di mano, dal portierone cesenate al fenomeno numero uno della Juventus: Gigi è infatti a quota 925, manca veramente un nulla per appropiarsi di un record che il più grande portiere italiano di tutti i tempi merita di sicuro. Già, ma fino al 5' di Torino-Juventus 0-0, sarà proprio Rossi a detenerlo: un uomo particolare, che presumiamo possa essere anche contento di cedere il primato dell'inviolabilità della porta ad un fuoriclasse come Buffon. Ma non ne siamo sicuri: Seba è infatti sempre stato protagonista di colpi di testa ed alti e bassi, dentro e fuori dal campo, che gli sono valsi il soprannome di "ascensore" e l'amore di tutti i fan rossoneri. Un campione, ma spesso fuori controllo.

DAL BASKET AL MILAN GRAZIE A LUGARESI - Nato a Cesena nel 1964, dotato di un fisico fuori dal comune (197 cm di altezza per 97 kg di peso), è un giocatore di basket mancato: da ragazzo infatti snobba un ingaggio in A1 e comincia la trafila calcistica nelle giovanili del Cesena: la notevole altezza lo rendeva estremamente abile nelle uscite alte, ma efficace anche nell'opporsi ai tiri rasoterra, oltre che bravo tra i pali e nel dirigere la difesa. Cresce nella squadra della sua città, prima di dividersi tra i prestiti al Forlì in Serie C1 e all'Empoli. Dopo un'altra breve parentesi nella Rondinella, Rossi diventa finalmente il portiere titolare del Cesena, squadra con la quale esordisce in Serie A ed attira subito l'interesse delle big, Juventus e Milan su tutte. La via per Milano è stabilita dal presidente dei romagnoli Edmeo Lugaresi, grandissimo tifoso rossonero, che preferisce cederlo a milanesi: Rossi dapprima viene impiegato con il contagocce, essendo riserva di Pazzagli, poi qnado quest'ultimo viene ceduto al Bologna si conquista il posto da titolare, superando la concorrenza di Francesco Antonioli.

L'UOMO DEI RECORD E LA FOLLIA CON IL PERUGIA - Dodici anni di successi: con il Diavolo vince, dal 1990 al 2002, cinque scudetti (tre consecutivi dal 1992 al 1994, e poi altri due nel 1996 e 1999), una Champions League (1994), una Supercoppa UEFA (1994) e tre Supercoppe d'Italia consecutive (dal 1992 al 1994). Ma soprattutto, supera il record di imbattibilità che apparteneva a Dino Zoff (909 minuti), grazie anche ad una difesa di fenomeni come Baresi, Maldini, Costacurta, Tassotti e Galli, solo per citare i più rilevanti. Nel 1998 l'episodio che segna irrimediabilmente la sua carriera, durante un Milan-Perugia: Nakata tira e segna un rigore, Christian Bucchi corre a recuperare il pallone in rete ma Rossi lo abbatte con una mossa da karateka. Risultato: rosso, cinque giornate di squalifica e fine del rapporto con il Milan. L'allora  tecnico rossonero Alberto Zaccheroni lo relega in panchina e affida la porta a Christian Abbiati. Nel 2000 l'altro fattaccio, dopo la partita vinta con la Juve il portiere, deluso per non essere sceso in campo, insulta pesantemente Zaccheroni e Galliani negli spogliatoi: un mese dopo Rossi chiede pubblicamente scusa e viene reintegrato in rosa. Nel 2002, con l'arrivo di Dida, viene ceduto definitivamente dal Milan, guarda caso proprio al Perugia, dove scende in campo solo per 12 partite, prima di ritirarsi dal calcio giocato, a 39 anni e dopo 346 partite in Serie A.
SEBA ROSSI OGGI, 'ASCENSORE' TRA ALTI E BASSI - Ex marito di Cristiana Corradi, sorella di Barbara Corradi ex-fidanzata del suo concittadino Alberto Fontana, anch'egli portiere, e cognato dell'ex capitano del Genoa Sidio Corradi, dopo il ritiro ha lavorato nello staff tecnico del Milan come preparatore dei portieri, ma ha fatto anche parlare tanto di sè attraverso le pagine di cronaca. Nel 2006 viene accusato di sequestro e violenza privata da tre ragazze dipendenti del suo bar, a causa della gelosia nei confronti di una di loro. Nel 2005 il portiere e il suo socio Nicola Penta, ex guardia del corpo di Eros Ramazzotti, vengono accusati da un ragazzo di Cesenatico di minacce, porto d'armi improprio e lesioni, sempre per una questione sentimentale. Nel 2011 un altro episodio: Rossi, pare un po' alticcio, entra in un bar di Cesena con un sigaro in bocca e chiede un caffè, la barista lo invita ripetutamente a smettere di fumare e lui in risposta prima la ignora e poi le scaraventa il sigaro in faccia. Alla scena assiste un maresciallo dei carabinieri che interviene e viene raggiunto da un pugno: l'ex milanista viene portato in carcere dove resta al fresco per due notti, prima di patteggiare una pena pecuniaria commutando una condanna a 56 giorni di reclusione per lesioni e resistenza. Tutt'ora grande tifoso del suo Milan, probabilmente domenica al 5' minuto di Torino-Juve gli scenderà una lacrimuccia: ma può stare tranquillo, Buffon gli toglierà il record, ma un posto nell'Olimpo dei più grandi giocatori del Milan di tutti i tempi sarà sempre suo. L'ascensore sale e scende, come sul campo di gioco, tanti anni fa.

@AleDigio89