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Iniziare la carriera da centravanti e terminarla da difensore, diventare capitano del Paris Saint Germain e della nazionale colombiana, un sogno ricorrente sin da bambino, giocare nel River Plate, vincere uno scudetto con il Milan di Ibrahimovic e diventare un esempio per il mondo sportivo grazie al discorso motivazionale effettuato nel pre-partita della sfida Mondiale all'Argentina: tutto questo è stato ed è Mario Alberto Yepes Diaz, nato a Calì nel gennaio 1976 e partito da una famiglia modesta per diventare uno dei calciatori colombiani più vincenti e conosciuti di sempre. Senza dimenticare, come disse di lui il suo ex presidente Silvio Berlusconi nel giorno della sua presentazione con la maglia rossonera, di "essere bellissimo". 

GLI INIZI DA ATTACCANTE E IL DEPORTIVO CALI: TITOLO E FINALE LIBERTADORES - Inizia la propria carriera come attaccante, dotato di forte personalità, leadership e grinta, molto abile nel gioco aereo e nell'impostazione mancina: nel 1994, a 18 anni, debutta nella Corporación Club Deportivo Tuluá, meglio conosciuta come Cortuluá, società calcistica con sede a Tuluá, dove il suo tecnico Reinaldo Rueda, attuale ct della nazionale cilena, lo lancia prima da terzino e poi da difensore centrale, ruolo nel quale sfonda nel calcio che conta. Dopo due anni, viene acquistato dalla squadra della sua città, una delle più rinomate del paese: il Deportivo Cali lo porta a vincere dapprima il campionato colombiano e poi a raggiungere la finale di Coppa Libertadores, prima di cederlo in Argentina, al River Plate.

DAL RIVER PLATE ALLA FASCIA DEL PSG E ALLA VITTORIA DELLA COPPA AMERICA - Con la maglia dei Millionarios Yepes vince due campionati, prima di lanciarsi nell'avventura europea, suo vero obiettivo sin da bambino: lo acquista il Nantes, club francese con il quale esordisce in Coppa Uefa marcando Ruud Van Nistelrooy e con il quale disputa due ottime stagioni, tanto da ricevere la chiamata del PSG. A Parigi il colombiano diventa grande: non solo vincendo una Coppa di Francia e una Coppa di Lega, ma soprattutto diventando il capitano della squadra. Negli stessi anni vince una Coppa America con la maglia della nazionale, della quale diventa senza nemmeno dirlo capitano.​

DAL CHIEVO ALLO SCUDETTO COL MILAN A 34 ANNI - A 32 anni suonati però non manca la voglia di rimettersi in gioco, anzi: Yepes lascia Parigi, dove ha tutto, e firma un contratto annuale con il Chievo, che poi rinnova visto l'ottima stagione disputata. Diventa un alfiere della difesa clivense e protagonista di due salvezze consecutive, divenendo un idolo della tifoseria gialloblù ma soprattutto conquistandosi la chiamata del Milan di Berlusconi a 34 primavere suonate. Anche in rossonero si ritaglia uno spazio importante, dopo la splendida presentazione di cui sopra: la sua prima rete in rossonero è quella che consente al Diavolo di vincere per 4-3 a Lecce, rimontando da uno svantaggio iniziale di 0-3 e portando a casa tre punti decisivi in chiave scudetto. La conquista del titolo sotto l'egida di Ibra gli consente di rinnovare il contratto e di vestire la fascia di capitano anche dei meneghini.
L'ATALANTA E IL MITICO MONDIALE 2014 - Ma la carriera di Yepes non finisce: gioca da protagonista un altra stagione con la maglia dell'Atalanta, grazie alla quale riesce a disputare da capitano i Mondiali del 2014 in Brasile, raggiungendo i quarti di finale. Dopo essere stato nel mirino di alcuni club europei, firma un contratto annuale con il San Lorenzo, prima di annunciare il suo ritiro dal calcio giocato all'età di 40 anni compiuti.

YEPES OGGI E QUEL SOGNO... - Ma ora che fine ha fatto? Aiuto allenatore nel Deportivo Calì, ai nostri microfoni ha dichiarato: "Ho iniziato a fare l'allenatore in Colombia. Non so se rimarrò qui in futuro, adesso si stanno facendo dei corsi di aggiornamento qui e vediamo se ci sarà l'opportunità di tornare in Europa sotto un'altra veste". Il sogno? La panchina del Milan, ovviamente. Perché per Super Mario, nulla è impossibile. 

@AleDigio89