In settimana ha festeggiato i sessanta anni di vita, ma l'allenatore del Chelsea Maurizio Sarri in questo momento non è felice: non tanto per le due sconfitte, in casa contro il Leicester e in trasferta contro il Tottenham, e il pareggio a Stamford Bridge contro il Southampton, che sono costati punti importanti in Premier League e la finale di Coppa di Lega, quanto per il mercato, che lo sta angustiando particolarmente.

IL MERCATO LO ANGUSTIA, SARRI SBOTTA PER LA PRIMA VOLTA - Un mercato mai troppo sopportato dall'ex allenatore del Napoli: già ai tempi della panchina partenopea più volte si era espresso in maniera contrariata nei confronti della compravendita dei calciatori, soprattutto durante il periodo nel quale la squadra scende in campo per obiettivi importanti. Nella conferenza di oggi, forse per la prima volta da quando è in Inghilterra, Sarri ha sbottato e lo ha fatto proprio in merito ad alcuni quesiti di mercato.

CAPITOLO FABREGAS - Prima il capitolo Fabregas, ufficialmente del Monaco ma ceduto malvolentieri dall'allenatore dei Blues: "Sapete bene come la penso, credo che Cesc debba andare. In questo momento, per la sua condizione mentale, non è in grado di giocare. Mi serve un suo sostituto, ma non un giocatore importante come Fabregas che sia infelice". Insomma, va via perché è impossibile trattenerlo: i nomi dei sostituti al momento non scaldano il cuore nè della dirigenza nè del tecnico.

MORATA OUT, HIGUAIN IN -Poi le parole su Morata e Higuain: "Il primo? Ovviamente se dovesse andare via, avremmo bisogno di un sostituto. Per il momento, però, è qui e deve pensare solo a giocare. Il secondo? Lo sapete bene, non controllo io il mercato. Secondo me abbiamo bisogno di due giocatori, ma poi dipende dal club". In soldoni, fosse per lui lo scambio sarebbe già fatto: ma chiaramente decide da solo e la politica del Chelsea sui calciatori ultra trentenni è ben chiara. Con buona pace di Sarri, ma nemmeno troppo 

RIMEMBRANZE DI CONTE - Chiusura sul talento Hudson-Odoi: "Il Bayern Monaco ci ha mancato di rispetto. Ha parlato pubblicamente di un giocatore di un altro club, questo non è stato professionale".  Fuoco e fiamme insomma, sia in entrata che in uscita: furono proprio alcune questioni irrisolte sul mercato a provocare i primi screzi tra il suo predecessore Antonio Conte, il presidente Roman Abramovich e la sua dirigente Marina Granovskaia. Il Chelsea, a differenza di altri club inglesi, lascia poca libertà ai manager sotto questo punto di vista, stabilendo i parametri economici e il profilo dei rinforzi: la storia, considerando il carattere di Sarri, potrebbe ripetersi. Ai posteri l'ardua sentenza. 

@AleDigio89