"Futuro? Sono contento se dovessi sentire il presidente, visto che non lo sento mai. Però non so cosa aspettarmi". Maurizio Sarri non nasconde l'incertezza sulla propria situazione. E non potrebbe essere altrimenti dopo la disfatta dell'Etihad Stadium: 6-0 per il Manchester City, il Chelsea non aveva mai conosciuto una sconfitta tanto ampia in Premier League. Un tracollo clamoroso che ha effetti devastanti sulla classifica: i Blues scivolano al sesto posto, 50 punti a parimerito con l'Arsenal, non solo fuori dalla zona Champions ma anche a rischio per l'Europa League.

SOTTO ESAME - Mentre i tifosi furiosi scatenano sui social l'hashtag #SarriOut, il tecnico ex Napoli manifesta tutto il proprio nervosismo evitando la stretta di mano con il rivale Guardiola (sono seguite poi scuse "Non l'ho visto, volevo solo andare in spogliatoio" e stretta con Pep). Attesa per quelle che saranno le decisioni della società londinese, ma per quanto la situazione di Sarri sia sempre più a rischio questo non sembra essere immediato per questioni di calendario. Troppi, troppo importanti e ravvicinati gli impegni all'orizzonte per il Chelsea la doppia sfida di Europa League con il Malmoe, in mezzo i quarti di FA Cup con il Manchester United, in seguito la finale di Coppa di Lega ancora contro il City e la sfida di Premier con il Tottenham. Cinque partite in meno di due settimane, ognuna delle quali potrebbe rilanciare o condannare definitivamente il tecnico italiano: Sarri si gioca tutto a febbraio e tra gli spettatori interessati c'è anche Gonzalo Higuain, il cui riscatto è futuro è inevitabilmente legato a quello di Sarri.

@Albri_Fede90