Una settimana fa la Fiorentina ha annunciato il nome del nuovo direttore sportivo: il portoghese Carlos Freitas. E immediatamente dai tifosi dello Sporting Clube de Portugal sono arrivati i messaggi di sconcerto: “Ma perché a Firenze hanno preso questo qui?”. Loro lo conoscono bene, Freitas. E soprattutto sono gemellati con la tifoseria viola, e dunque la loro premura è doppia. Ma chi è davvero Carlos Freitas? A questo interrogativo potrebbero essere date molte risposte, tutte opinabili tranne una: trattasi di persona in ottimi rapporti con Jorge Mendes.

I due flirtano certamente dal 2002. Quell’anno Freitas è saldamente in carica nel ruolo direttore generale presso lo Sporting Clube del Portugal. Dal canto suo, Mendes e la sua Gestifute scagliano l’attacco decisivo alla Superfute del potentissimo José Veiga, colui che fra le altre cose portò Zidane dalla Juventus al Real Madrid per 150 miliardi di lire. In quei giorni la cantera sportinguista viene data come un terreno di pascolo per lo stesso Mendes e per un altro grande burattinaio del calciomercato globale: l’israeliano Pini Zahavi, che fra le altre è il grande capo di Fali Ramadani, personaggio che a Firenze conoscono anche troppo bene.

In quel 2002 Freitas (foto record.pt) si prende la briga di far incontrare i vertici di Gestifute (cioè Mendes e Luis Correia, che oltre a esserne il collaboratore più fidato del super-agente portoghese ne è anche il nipote) con i rappresentanti dell’agenzia inglese Proactive-Formation, il cui rappresentate di maggior spicco è Paul Stretford, l’agente di Wayne Rooney. Uno squalo mica da poco, Stretford, come il suo curriculum testimonia. L’obiettivo della partnership è quello di aprire a Gestifute una strada per piazzare i calciatori portoghesi in un mercato fin lì poco propizio come quello britannico, con l’accordo di dividere in parti uguali fra le due agenzie le commissioni che derivano dai trasferimenti. Grazie a questi accordi Gestifute, che fin lì era stato un attore in ascesa soltanto all’interno del mercato della penisola iberica, decolla verso una dimensione internazionale che non conosce più confini. E resta da capire perché mai il direttore sportivo di un club faccia da propiziatore per l’incontro fra due agenzie di intermediari; le quali, fra l’altro, vanno a fare parte del lavoro che spetterebbe allo stesso direttore sportivo, ossia piazzare al migliore offerente i propri calciatori. Misteri del calcio portoghese, un ambiente dove nulla è impossibile.

In una prima fase la partership tra Gestifute e Proactive-Formation funziona bene:
nell’estate 2002 Hugo Viana dello Sporting viene trasferito al Newcastle United per una cifra che in quel momento è un record (12,5 milioni di euro), e l’anno dopo tocca a Nuno Capucho che passa dal Porto ai Glasgow Rangers. Ma pochi mesi dopo, agosto 2003, arriva il primo intoppo, col trasferimento del giovanissimo Cristiano Ronaldo dallo Sporting CP al Manchester United. Gestifute decide di pagare a Proactive-Formation soltanto il 20% del futuro CR7 (che, per inciso, al pari di Hugo Viana è in parte controllato dal First Portuguese Football Players Fund, il primo fondo d’investimento che in Portogallo commercia in diritti economici di calciatori). L’agenzia inglese se la fa piacere, ritenendo che la partnership con Gestifute meriti d’essere mantenuta in vista dei possibili guadagni.

Ma la rottura arriva comunque un anno dopo, quando Gestifute piazza Paulo Ferreira e Ricardo Carvalho al Chelsea del neo-allenatore José Mourinho (che a sua volta molla l’agente Jorge Baidek per passare sotto le insegne di Mendes, giusto nelle settimane che precedono il trasferimento dal Porto ai Blues) e Pedro Mendes al Tottenham. Per questi trasferimenti Gestifute manda a dire che nulla è dovuto a Proactive-Formation. Le parti finiranno in tribunale, e da quel passaggio forense vengono fuori dettagli che David Conn del Guardian ricostruisce in modo puntuale.

Ovviamente Carlos Freitas c’entra nulla con la conclusione tumultuosa del rapporto fra Mendes e Stretford. Si è limitato a fare da sensale a un matrimonio d’interesse, e in seguito a mettere sul CV personale cessioni di grande impatto finanziario quali quelle di Cristiano Ronaldo e Nani al Manchester United. E indubbiamente i due trasferimenti si sono conclusi mentre lui era direttore generale dello Sporting CP, allo stesso modo in cui il trasferimento di Stevan Jovetic dalla Fiorentina al Manchester City si è realizzato nel periodo in cui il ds del club viola era Daniele Pradé. Del resto, in quanto direttore sportivo sportinguista per tanti anni e in due diverse fasi, Carlos Freitas deve comunque vedersi attribuire ogni movimento di mercato che il club leonino ha svolto sotto il suo mandato. E come sempre succede in questi casi, il saldo tra gli affari positivi e quelli negativi è d’interpretazione sempre piuttosto precaria. Chi di sicuro non fa sconti a Freitas è l’attuale presidente dello Sporting, Bruno De Carvalho. Che già in occasione della corsa elettorale del 2011, conclusa con un insuccesso, denunciò i flop di Freitas. Un’accusa rinnovata dopo che al secondo tentativo Bruno De Carvalho ha conquistato la presidenza leonina nel marzo 2013, dopo che l’intero gruppo dirigente capitanato da Godinho Lopes (Freitas compreso) era stato costretto alle dimissioni per via di una gestione disastrosa. In particolare, a Freitas & C vengono addebitate le costose gestioni di Jeffrén Suarez, Alberto Rodriguez e Marat Izmailov. Tre dossier gestiti da Freitas in occasione del suo secondo, breve passaggio allo Sporting CP dopo le esperienze allo Sporting Braga (una provincia dell’impero Mendes) e la mezza stagione in Grecia al Panatinaikos fra l’estate del 2010 e gennaio del 2011. A proposito di Izmailov, le cifre del suo rinnovo contrattuale sono davvero notevoli: un quinquennale per 5 milioni e 516 mila euro, più 480 mila euro pagati a un’agenzia chiamata Sbass Limited a saldo del servizio d’intermediazione per il rinnovo effettuato, e addirittura 853.360 euro a una società con sede a Dublino chiamata Gondry Financial Services Limited, a titolo di servizi per lo sfruttamento d’immagine. Viene fuori che il rinnovo contrattuale di un solo giocatore costi allo Sporting CP la modica cifra di 6.849.360 euro, dei quali 1.330.360 euro se ne vanno i servizi e intermediazioni. Per quanto riguarda Jeffrén, c’è addirittura l’accusa di non averlo sottoposto alle visite mediche prima di fargli firmare il contratto. Non meno curioso il caso del peruviano Alberto Rodriguez, che si rivelerà un flop assoluto. A lui viene riconosciuto un ingaggio annuo da 669 mila euro (cifre pesante per gli standard dello Sporting, specie se si parla di un carneade). E non finisce qui, perché al giocatore vengono concessi 836.400 euro a titolo di “premio de assinatura”, cioè per il fatto di avere firmato il contratto col club leonino. E infine vengono riconosciuti all’agenzia che ne cura gli interessi 492 mila euro di commissione e il 30% dei diritti economici. L’agenzia in questione è la Gestifute di Jorge Mendes. Fra l’altro, merita sottolineare che nell’estate del 2011 Freitas porta allo Sporting CP l’attaccante bulgaro Valeri Bojinov. Lo presenta pure come “un campione sullo stesso piano di Balakov e Iordanov”. Soltanto sei mesi dopo cerca disperatamente di piazzarlo in giro per l’Europa, ma intanto merita sottolineare come nel bilancio annuale dello Sporting relativo alla stagione 2011-12 si trovi un dettaglio degno di nota. A pagina 114 c’è la lista dei soggetti a cui sono state o saranno pagate le commissioni d’intermediazione. Una lista lunghissima nella quale figurano le già citate Sbass Limited e Gondry Financial Services Limited. Ci trovate anche, per la somma di 300 mila euro, tal Corvino Romualdo. Altri 500 mila euro vengono liquidati alla Palomba Sports Management di Gennaro Palomba.

Da rilevare che Corvino Romualdo e Palomba Gennaro sono stati soci della Corvino Palomba Associati. Ma ovviamente son cose che risalgono a quattro anni fa, e si vorrà mica stare a guardare il pelo nell’uovo?

Sono invece più recenti i contrasti tra Freitas e il suo ex club. Per l’accusa di aver fatto un uso irresponsabile dei denari dello Sporting, l’assemblea generale del club delibera nell’autunno del 2014 di avviare un’azione di responsabilità contro Freitas e gli altri tre dirigenti che componevano il vertice del club leonino nel periodo passato in rassegna: il presidente Luis Godinho Lopes e i dirigenti Luis Duque e José Filipe Nobre Guedes. A giugno del 2015 il Tribunale di Lisbona rigetta la richiesta dello Sporting dichiarandosi incompetente a giudicare sulla materia.

Comunque sia, il presidente Bruno De Carvalho non demorde e promuove un’azione presso il Tribunale Commerciale di Lisbona mettendo sotto accusa un’intera stagione dirigenziale del club. Bersaglio sono due ex presidenti e sette ex dirigenti. Fra loro anche Carlos Freitas. Balla una richiesta di risarcimento da 73,6 milioni. Ma in attesa che l’iter in Tribunale faccia il suo corso, è stato lo stesso Freitas a vincere in giudizio contro lo Sporting, per una questione di vecchie pendenze non pagate. Nelle sue tasche sono finiti 209.461 euro
 
P.S. Prima di lasciare il club francese del Metz, Freitas era stato incaricato di seguire lo sviluppo dell’accademia senegalese Generation Foot, che giusto la settimana scorsa ha conquistato l’accesso al massimo campionato del proprio paese. Staremo a vedere se la cosa avrà un seguito.


@pippoevai