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Gli occhi del mondo addosso, ancora una volta. Stéphanie Frappart è la grande novità della Supercoppa Europea tra Liverpool e Chelsea, questa sera alla Vodafone Arena di Istanbul scriverà la storia diventando il primo arbitro donna a fischiare in una finale Uefa. Un esordio che rappresenta un altro passo verso la valorizzazione delle donne nel calcio, una gratificazione che la 36enne Val-d'Oise, con un master in STAPS (il nostro Scienze Motorie), si è meritata sul campo, con applicazione e duro lavoro. E con un'esperienza che l'ha portata ad arbitrare la finale dell'ultima Coppa del Mondo femminile tra Stati Unitie  Olanda, lo scorso 7 luglio, vinta da Rapinoe e compagne.

CHE ESPERIENZA! - Non l'ultima arrivata, per intenderci, un arbitro che ha tutto per dare le giuste garanzie anche al panorama maschile. A parlare è la sua storia: avvicinatasi al mondo arbitrale a 13 anni "per conoscere le regole", Frappart in carriera ha fischiato in tutti i principali tornei femminili (oltre alla Coppa del Mondo 2019, anche la Coppa del Mondo 2015, l'Europeo 2017, i Giochi Olimpici 2016, la Champions League e il Mondiale Under 20, del quale ha diretto l'ultimo atto), è arbitro di Ligue 2 da cinque anni (primo match Niort-Brest, dell'8 agosto 2014) e da quattro mesi è una delle opzioni per la Ligue 1 (prima sfida arbitrata Amiens-Strasburgo del 28 aprile 2019, secondo donna a dirigere un match di uno dei top 5 campionato dopo la tedesca Bibiana Steinhaus, in Hertha Berlino-Werder Brema del settembre 2017).

CALCIO AI PREGIUDIZI  - "Sono molto felice, per me è stata davvero una sorpresa, non mi aspettavo di poter dirigere la Supercoppa europea, è un grande onore. Spero che il mio esempio serva per tutti gli arbitri donna e per tutte le ragazze che aspirano a fare questo lavoro" ha detto ieri in conferenza stampa, non nascondendo un filo di emozione. Che sparirà al fischio d'inizio. Frappart è pronta e non vede l'ora di iniziare. Perché "arbitrare gli uomini è più bello, il gioco è più veloce", perché sarà l'occasione per dare un altro calcio ai pregiudizi.