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Quando il risultato è quello che è, Andrea Pirlo guarda il bicchiere mezzo pieno. Ora che la Juve invece inanella per la prima volta in stagione due vittorie consecutive, segnando quattro gol in trasferta seppur contro avversari modesti come lo Spezia o medestissimi con il Ferencvaros, ecco che arrivano le strigliate. Pure eccellenti. In quattro giorni i suoi attaccanti hanno segnato sette reti complessivamente, tre gol per lo scatenato Alvaro Morata, doppiette per Cristiano Ronaldo e Paulo Dybala. Però Pirlo, che la mentalità del fuoriclasse non la perde indipendentemente dal ruolo, lo sa che la Juve ha sprecato troppo e non ha pagato dazio anche per il valore degli avversari. Lo sa e lo dice. Bacchettando i suoi per un aspetto in particolare: la superficialità. Col Ferencvaros come con lo Spezia. Aggiungendo un rimprovero: troppo egoisti. “Io sono uno che parla molto con i giocatori, poi però in campo vanno i giocatori e le scelte sono loro, a volte bisogna essere meno egoisti e chiudere la partita”: queste le parole dell'allenatore. 
I CASI – Non fa nomi Pirlo, sarebbe effettivamente troppo. Ma è semplice arrivare ai destinatari del suo messaggio. Anche andando per esclusione. Non può essere Morata il bersaglio, che anzi tra domenica e mercoledì ha cercato e servito Ronaldo anche quando forse avrebbe dovuto cercare la porta in prima persona. Cosa che ha fatto in occasione del 2-0, nonostante avrebbe potuto anche servire Weston McKennie, ma il bomber è bomber e quando segna ha sempre ragione. Forse ce l'aveva con Paulo Dybala, che già a Cesena aveva preferito in almeno un'occasione l'azione personale anziché servire Morata senza successo, si è ripetuto anche in Ungheria quando nell'azione che poi si è trasformata nel 4-0 non ha servito un meglio piazzato Ronaldo, a cui ha chiesto scusa, poi il gol cancella tutto ma la faccia del portoghese restava tutto un programma. Molto più probabilmente ce l'aveva proprio con CR7, che pur affinando l'intesa con Morata in alcuni momenti ha finito davvero per incaponirsi, in particolar modo sull'1-0 ha preferito tentare un diagonale da posizione quasi impossibile (quasi perché da lui sarebbe potuto arrivare anche il gol) piuttosto che regalare allo spagnolo solissimo a centro area un pallone solo da spingere in rete. Quella era la palla per chiudere la partita, a quello con ogni probabilità stava pensando Pirlo. A ragione. E forse il suo status da fuoriclasse può anche permettergli di riprendere sua maestà Ronaldo, pubblicamente. Non è assolutamente poco.