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Per Riccardo Montolivo la vita a Firenze è diventata difficile e di questo deve ringraziare il clima che gli ha creato intorno la società dei Della Valle, questo bisogna scriverlo anche se i proprietari rimangono e i calciatori vanno: solo così si spiega la timidezza dei media nel trattare la questione, al di là dell’azionariato di alcuni gruppi editoriali che poi è la ragione prima per cui nel calcio i Berlusconi, i Moratti, gli Agnelli sono infallibili mentre gli incapaci sono sempre i loro stipendiati. La questione è poi sempre la stessa: un giocatore che all’ultimo anno di contratto ha, ma solo quando è forte e ha mercato, il coltello dalla parte del manico. Potendo andare via dopo pochi mesi a costo zero, può tranquillamente chiedere un aumento di ingaggio al suo club attuale o a quello futuro, nel caso voglia andarsene. Chiaramente per qualcuno il mitico ‘mercato’ vale a giorni alterni ed è facile montare la piazza contro il traditore della situazione. Il peccato di Montolivo sarebbe, nello specifico, non quello di non essersi impegnato in campo con la maglia della Fiorentina, ma quello di sognare la Champions League. Che con la maglia della Fiorentina low cost (low cost relativamente al Milan, dove Montolivo potrebbe finire) pensa di non poter giocare mai più (ai tempi di Prandelli la Viola la disputò invece due volte e il ricordo di quell’ottavo di finale con il Bayern Monaco è ancora vivo). Intanto la Digos di Firenze sta indagando su una serie di minacce rivolte su Facebook proprio a Montolivo e ha denunciato un tifoso di 21 anni (tutto è tracciabile sul web, va ricordato, chiunque può essere chiamato a rispondere di minacce e altri reati). Da quello che abbiamo capito si tratta di insulti idioti, come quelli che si leggono ogni giorno nella rete, però è bene non sottovalutarli. Anche perché le rivelazioni del presidente viola Cognigni, circa la volontà di Montolivo, hanno ufficializzato uno scenario che a Firenze conoscevano tutti. Conclusione? Vietato generalizzare: uno sfigato che crede di essere protetto da una tastiera rappresenta solo se stesso, non tutti i tifosi della Fiorentina. Di sicuro intorno a Montolivo la società ha creato un clima sbagliato, dimenticando che se il giocatore valesse poco a fine contratto riceverebbe dalla stessa Fiorentina una pedata e una stretta di mano del genere ‘Arrivederci e grazie’. Solo che Montolivo può decidere del suo futuro, è uno dei pochi che a questo mondo se lo può permettere e fa benissimo a farlo.

Stefano Olivari