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Mi piace inaugurare questa caldissima domenica post derby con due operazioni semplici e doverose. La prima è di ordine morale e riguarda Maurizio Sarri, al quale sento il bisogno di rivolgere le mie scuse assolutamente pubbliche. Coloro che, nella vita, non hanno il coraggio civile di ammettere gli errori commessi verso il prossimo non sono granché e non meritano rispetto. Dopo la partitaccia di Coppa Italia scrissi che Maurizio Sarri per salvare se stesso e la sua immagine anche futura di allenatore aveva soltanto una strada da imboccare cioè quella di rassegnare le proprie dimissioni dalla Juventus. Una valutazione e un consiglio certamente radicali, probabilmente suggeriti anche dalla delusione del momento, smentiti adesso in maniera evidente dai fatti: non soltanto grazie ai risultati ottenuti, ma anche dalla lettura degli atteggiamenti e delle parole dello stesso allenatore. 

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