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Una stella, nella notte più buia della Juventus. Si può riassumere così la prestazione di Federico Chiesa contro il Porto, nella partita che ha sancito l'eliminazione dei bianconeri agli ottavi di Champions League per la seconda volta consecutiva. Un ko che ha tanti responsabili e, soprattutto, avrà delle conseguenze nel futuro del club del presidente Agnelli, chiamato ora a scelte importanti e decise in un periodo tutt'altro che facile per via della crisi economica post Covid che ha colpito anche il mondo del calcio. Un futuro di cui sicuramente continuerà a far parte Chiesa, che alla prima esperienza nella coppa più importante a livello europeo si è rivelato trascinatore, con quattro gol segnati e due assist.

TUTTE LE CLAUSOLE - Numeri alla Cristiano Ronaldo, l'unico juventino a segno nelle sfide a eliminazione diretta degli ultimi due anni, che testimoniano un rendimento sorprendente per tanti, ma non per i dirigenti bianconeri. Quando a inizio ottobre Fabio Paratici intuì che c'era la possibilità di portare veramente Federico a Torino dopo tanti anni di ammiccamenti, fece di tutto per "fargli spazio" e, in poche ore, concluse le uscite di De Sciglio, Rugani e, soprattutto, Douglas Costa, con dei risparmi sugli ingaggi che permisero ai bianconeri di strappare un accordo conveniente con la Fiorentina. Intesa, in mezzo a mille polemiche e parole di fuoco dall'ambiente viola, per un prestito biennale da due milioni di euro per la prima stagione e otto per la seconda, con diritto di riscatto fissato a 40 milioni e altri 10 di bonus facilmente raggiungibili. In tutto, un'operazione da 50 milioni sicuri, che possono salire fino a 60.
RISCATTO A UN PASSO - Un investimento che ha convinto tutti, dalle parti della Continassa. Tanto che ora si pensa già al suo futuro, con il numero 22 al centro del progetto. Negli accordi presi tra i due club era prevista anche la possibilità che il diritto di riscatto si trasmormasse in obbligo al verificarsi di una di queste quattro ipotesi: ​Juventus tra le prime quattro in classifica in Serie A a fine stagione, Chiesa che colleziona un totale di presenze di almeno 30 minuti per il 60% delle partite nel biennio, oppure - soprattutto - un totale di almeno dieci gol e dieci assist nei due anni. Già in questi primi sei mesi in bianconero Chiesa è arrivato a 12 reti realizzate e a nove passaggi vincenti per i compagni. Gliene manca uno, un piccolo dettaglio burocratico che possa confermare quello che il campo ha già detto. Ovvero che il classe '97, da scommessa, è diventato una certezza. Il suo riscatto ora è a un passo. Anzi, a un passaggio.