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Prima Baggio, poi Bernardeschi e adesso Chiesa? La Juventus è pronta ad accogliere un altro grande attaccante della Fiorentina, per la serie “non c’è il due senza il tre”, ma stavolta non è detto che finisca come nel passato prossimo e remoto. Dopo la famiglia Pontello e la famiglia Della Valle, disposti a dare via libera a Baggio e Bernardeschi, il nuovo presidente viola che si è presentato da solo, senza famiglia al seguito, ha subito dichiarato di voler trattenere il gioiellino viola. E le sue non sono state dichiarazioni di facciata, perché ha ribadito più volte di non voler cedere Chiesa, con le ultime significative, e impegnative, dichiarazioni: “Sono nuovo in questo mondo, ma voglio far capire a tutti che i contratti si rispettano”.

Peccato, però, almeno dal punto di vista dei tifosi, che sia stato il figlio d’arte di papà Enrico, a esprimere il suo desiderio di seguire la strada di Baggio e Bernardeschi. E proprio qui nasce il problema, che in altre società sarebbe già stato risolto, secondo il principio diffuso secondo il quale “non si possono trattenere i giocatori che vogliono andarsene”. Vero, ma fino a un certo punto, perché proprio a Firenze c’è stato il precedente di Toni, che voleva andare all’Inter ma fu trattenuto a furor di contratto. Già, perché i contratti dovrebbero valere sempre, non soltanto quando fa comodo ai giocatori, pronti a chiedere aumenti e prolungamenti, esigendo poi di farsi pagare anche se non giocano o vanno in altre società. I contratti dovrebbero valere anche a favore delle stesse società, come in questo caso, per cui fa bene Commisso a non cambiare idea, dimostrando così ai tifosi di voler davvero costruire una grande Fiorentina, rinunciando ai facili guadagni che poi magari vengono sperperati con nuovi acquisti spesso sbagliati, come ha dimostrato la Roma un anno fa.

Da parte sua, invece, Chiesa, dovrebbe avere un po’ di riconoscenza nei confronti della Fiorentina, che lo ha lanciato e gli ha consentito di diventare un punto fermo della Nazionale, anche se non gioca nella Juventus e non partecipa alla Champions League. E’ vero che con la maglia bianconera e non con quella viola Baggio ha vinto il Pallone d’oro, ma è anche vero che Antognoni è diventato campione del mondo con la maglia della Fiorentina e non con quella della Juventus in cui avrebbe potuto giocare. D’accordo, negli anni Ottanta i giocatori erano ancora “prigionieri” del vincolo e non potevano decidere il proprio destino, malgrado le offerte ricevute. Antognoni, però, anche se non ha mai vinto uno scudetto sul campo, ripete spesso che lo scudetto lo vince tutti i giorni, quando i tifosi lo riconoscono e lo applaudono. Ciò non significa che Chiesa debba rimanere a vita alla Fiorentina, se vuole vincere e magari guadagnare di più a Torino o altrove, ma puntare i piedi a 21 anni e chiedere di andarsene adesso non gli fa onore.

Diverso sarebbe se, grazie a una richiesta privata, ottenesse dal nuovo presidente la promessa di essere liberato tra un anno, quando avrà capito anche lui che tipo di Fiorentina sta nascendo, o rinascendo. Nell’attesa, soltanto una cosa è certa: Commisso ha incominciato bene la sua nuova avventura a Firenze, con una linea chiara che i tifosi fanno bene ad apprezzare. E se invece fosse davvero costretto ad arrendersi, tutte le responsabilità ricadrebbero su Chiesa, che poi dovrebbe mettersi in coda nella Juventus per compiere il tanto atteso salto di qualità. Ma questo, per adesso, è un altro discorso.