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La sosta permette una riflessione. Parlano i numeri che regalano certezze, conferme e e spunti sui quali lavorare. La grande sorpresa di questo inizio stagione è Perparim Hetemaj. Sempre presente, il più utilizzato tra i nuovi acquisti, una media voto che vale la sufficienza piena. Il nazionale finlandese sta davanti a tutti, e pare avere convinto anche Mimmo Di Carlo che nel suo nuovo centrocampo, ancora in via di assemblaggio, ha trovato spazio con grande continuità. Hetemaj è stato 'spremuto'. In campo alla faccia anche di fisiologici turn over. Probabilmente il segreto sta nel modo di interpretare la parte. L'interno di fascia mancina, infatti, è molto diligente in fase di non possesso palla. Copre molto bene, dialoga con facilità con Jokic, che spesso sale a reclamare spazio, e anche in fase di costruzione non si è fatto mancare nulla. Diciamo che la prima certezza per Mimmo Di Carlo, per quanto riguarda i nuovi, è proprio Hetemaj. Uno che parla poco, ma non si ferma mai...
GLI INTOCCABILI. I numeri, poi, aiutano ad individuare i giocatori 'intoccabili'. Quelli, cioè, destinati a non uscire mai. Quasi mai. Detto di Hetemaj, nella speciale graduatoria dei 'sempre presenti', fa bella mostra Sorrentino. Ma è naturale sia così. Insieme a lui anche la coppia slovena formata da Jokic e Cesar, oltre a Rigoni, altra pedina davvero insostituibile della mediana del Chievo. A loro va aggiunto Pellissier. Il capitano ha collezionato un minore minutaggio, ma solo per causa di forza maggiore, visto che un infortunio lo ha tolto di mezzo a Parma, quando la gara stava entrando nel vivo. In tutto Di Carlo ha utilizzato fin qui diciotto giocatori. E adesso sta per tornare Luciano. Senza dimenticare che Acerbi, al meglio della forma, potrebbe anche ritagliarsi uno spazio tutto suo nel corso della stagione. 
BENTEGODI INESPUGNABILE. Altro aspetto interessante. Fino ad oggi il Chievo ha raccolto in casa l'88% dei punti messi in cassaforte in campionato. Certo, siamo solo all'inizio. Ma la tendenza regala una certezza parziale ma molto positiva. Al Bentegodi non si passa. I gialloblù hanno battuto Napoli e Genoa, due avversarie di medio alto livello. Concedendo un punto al Novara, capace di rimontare i ragazzi di Mimmo Di Carlo negli istanti finali della gara del debutto in campionato. Da migliorare, di conseguenza, il rendimento esterno. Due partite, un solo punto. Ma se volessimo oggi dare spazio ad una proiezione statistica da qui alla fine del torneo, ne uscirebbe che il Chievo mantenendo questa media punti chiuderebbe a quota 60 punti. Troppa grazia. Naturalmente tra una decina di giornate il dato dovrà essere riaggiornato
FINALE DA PAURA. Cinque partite appena. Poco per creare una tendenza. Eppure in tre casi gli incontri si sono risolti negli istanti finali. Due volte è successo a sfavore del Chievo. In una sola occasione è toccato ai gialloblù beneficiare degli istanti finali per 'pescare' il jolly. La svolta positiva è arrivata dopo la 'reprimenda' alla squadra di Mimmo Di Carlo, che nelle prime due giornate aveva visto svanire tra Novara e Parma, ben quattro punti 'virtuali' negli ultimi cinque minuti di gara. L'inversione di tendenza si è materializzata contro il Genoa, con la rete della vittoria messa a segno da Moscardelli a 5'' dal termine. Bene così. Inutile piangere su occasioni mancate. Tutto si riequilibra. Quasi tutto.
BOMBER DI… RUOLO. Sei reti fatte. In passato avevano contribuito fin da subito mediani e difensori. Quest'anno, invece, sono andati a segno fin qui solo gli attaccanti. Buon segno, per carità, visto che il loro dovere è proprio quello di buttarla dentro. E in rete sono andati tutti e quattro. Due centri per Pellissier e Moscardelli. Un gol a testa per Paloschi e Thereau. Se poi si raffrontano reti e minutaggio, il bomber più 'veloce' risulta essere Moscardelli, che segna ogni 93'. Ma questo è solo l'inizio.