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Il Chievo Primavera non ha iniziato al meglio la stagione con Paolo Mandelli che confermato, ci ha messo un po' a trovare la quadra in una rosa molto ampia, ricca di fuoriquota e con una partenza importante quella di Juwara finito al Bologna che ha cambiato gli equilibri da metà campo in su. I primi 4 ko consecutivi sono anche figli di questo, ma la formazione veneta alla vigilia non era fra le candidate alla zona salvezza e il valore sta pian piano venendo fuori con la vittoria ottenuta sulla Lazio, primo successo stagionale, che è il segnale più importante dopo i due pareggi contro Fiorentina e Napoli. Nella gara di Formello ha trovato l'esordio nella ripresa uno dei talenti che più avevano incantato negli Allievi Nazionali, Fausto Perseu che per l'occasione ha deciso di bagnare l'esordio anche con il gol del 3-0 finale.

L'APPRODO AL CHIEVO - Precoce fin da piccolo, ha iniziato a giocare a calcio a 4 anni e mezzo quando l'età minima era 6 anni, per poi approdare all'Accademia Calcio Roma dove viene subito notato nei tornei giovanili da numerose squadre. Roma, Frosinone ed Entella presero nota, ma la società, affiliata al Chievo, propose alla famiglia del ragazzo di fare un provino per la società clivense. Andò bene, inutile dirlo, e Perseu si trasferì in Veneto nel convitto della squadra. Da allora tante presenze, tanti gol, in un settore giovanile fra i più formativi d'Italia.​

NUOVO RUOLO - Classe 2002, ma nato a dicembre, Fausto è uno dei più giovani elementi a disposizione di Mandelli che per lui aveva previsto fin dall'inizio un anno di apprendistato alle spalle di giocatori più "maturi". Lui che è un regista puro con visione di gioco e grande tecnica individuale quest'anno è chiuso nel ruolo da capitan Zuelli e per lui Mandelli ha studiato un nuovo ruolo da mezzala. Sta lavorando tanto su corsa e tempi di inserimenti e il lavoro sta dando buoni frutti perché proprio con un inserimento in area è arrivato il suo primo gol all'esordio nel campionato Primavera.

PJANIC E LA ROMA NEL CUORE - Per caratteristiche ricorda il centrocampista della Juventus Miralem Pjanic (ha sempre tirato le punizioni in carriera) che proprio come lui nella Roma ricopriva un doppio ruolo accanto a Daniele De Rossi. La società giallorossa non è citata a caso, perché Perseu, pur portando dentro di sé orgogliose origini sarde (e quando può torna a godersi il mare della Sardegna) nasce e cresce nella Capitale, sviluppando una passione viscerale per la squadra che fu di Totti e De Rossi, all'epoca suoi idoli. Vive e mastica calcio anche fuori dal campo, guardando partite e studiando per migliorarsi di giorno in giorno. Così come da piccolo è pronto a bruciare le tappe anche ora, pronto a ritagliarsi ancora più spazio in un gruppo ancora da cementare.