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Un minimo di rimpianto, certo. Ma non per la classifica e per quello che poteva essere, macchè. Meglio non guardarla, la classifica. Meglio non fare passi troppo lunghi. A Stefano Pioli dispiace soprattutto non aver dato continuità, non aver sfruttato l'onda lunga di Genoa e Napoli, quella botta di vita che una squadra avverte quando firma imprese esaltanti. Va controcorrente, Stefano Pioli, che racconta di un Chievo che può e deve ancora crescere, ti spiega come e dove, ma, assicura, "non è vero che c'è questa grande differenza tra rendimento interno ed esterno".
Eppure i risultati...
"Lo so, i risultati dicono questo, ma non sempre raccontano la verità. E' chiaro, stiamo valutando anche noi, stiamo cercando di capire, ma una cosa è certa..."
Quale?
"Non abbiamo affrontato le partite in casa e quelle fuori in maniera diversa. Il risultato è stato diverso, anche se una partita in casa l'abbiamo vinta. Per esempio, ci siamo riguardati la partita di domenica..."
Conclusione...
"Approccio molto buono, primo quarto d'ora meglio della Lazio. Poi, la palla gol di Zarate e qualche altro pericolo ci hanno forse spaventato. Ancora bene nella ripresa, anche se poi abbiamo preso il gol forse nel momento migliore".
Attenuante, si giocava comunque contro una "grande"...
"Beh, sul piano tecnico, sicuramente, la Lazio ha qualcosa più di noi, ma non è che non ci sia stata partita. La differenza l'han fatta i particolari: loro più cattivi in fase conclusiva e più bravi di noi dietro. Anche se un paio di occasioni giuste le avevamo preparate e costruite".
Quale può essere il motivo di questa alternanza? Psicologico, tattico...
"Tattico n on penso, perchè come ho detto, siamo preparati a giocare ogni partita alla stessa maniera. L'ho sempre detto, vorrei che il mio Chievo giocasse ogni partita senza differenza tra casa e fuori. E così è stato, ripeto, almeno sul piano del rendimento".
Può diventare una questione psicologica?
"Mah, questo è un altro aspetto sul quale stiamo lavorando ogni giorno. Perchè adesso non dobbiamo avvertire pressioni di alcun tipo, non dobbiamo farci prendere dall'ansia del risultato, nè dalla voglia di strafare. Dobbiamo semplicemente essere sempre noi stessi".
Cioè?
"Cioè, essere il Chievo, Consapevoli che per ottenere il massimo dobbiamo dare tutto, il cento per cento di quello che abbiamo. E che se questo non avviene, probabilmente, si rischia di perdere con tutti. Così come, attenzione, possiamo vincere contro tutti. Mai però senza sofferenza".
Questo è nel dna del Chievo...
"Lo so, per questo lo dico. Ecco, magari in casa dobbiamo imparare a soffrire di più, come abbiamo fatto fuori casa. Sia a Genova che a Napoli, l'avvio era stato difficile, ma siamo stati uniti, abbiamo stretto i denti, siamo venuti fuori alla grande. Poi, non vorrei venisse dimenticata comunque un'altra verità..."
Quale?
"Tutte le squadre, non solo il Chievo, trovano maggiori difficoltà quando affrontano avversari che si chiudono e aspettano il momento di ripartire. Non è una difficoltà solo nostra, il discorso è più generale, basta guardare com'è andata a livello di risultati".
Preoccupato? 
"No, perchè conosco il gruppo, vedo come lavora, so quello che può dare e so soprattutto che può ancora migliorare".
Ecco, dove ci sono margini di miglioramento?
"Intanto, una premessa: se guardiamo i dati, questi ci danno risposte per adesso positive. Abbiamo il terzo attacco e la terza difesa. Lasciamo stare la classifica, quella non la guardo. Detto questo, quando penso a margini di miglioramento, mi riferisco alla gestione della partita, nel suo complesso. Serve più continuità nei 95 minuti di gioco, senza farsi condizionare da momenti di sofferenza, da errori, dall'andamento di quella fase. Questa è l'identità di squadra".
Sensazione, a volte si rischia qualcosina di troppo...
"Rientra anche questo nei miglioramenti che dobbiamo fare. Quando non abbiamo la palla, serve più attenzione, più partecipazione, più aggressività, più intensità. Un altro aspetto su cui lavorare".
Altra osservazione: si dice, Chievo spietato in contropiede...
"Mi riaggancio a quanto detto prima. Se guardiamo i risultati, possiamo dire questo. Se vai ad analizzare le partite, in realtà, ci rendiamo conto che l'unico gol veramente in contropiede è stato quello di Genova, con l'azione di Luciano e il colpo di testa di Marcolini. Gli altri, sono nati tutti da azioni manovrate".
Adesso arriva il Cagliari...
"E noi dobbiamo pensare a un'altra battaglia, perc hè se qualcuno pensa che il Cagliari sia un avversario facile da affrontare, ha sbagliato tutto. Credere che il Chievo possa vincere senza soffrire è pura utopia".
Prepariamoci a farlo...
"Prepariamoci ad essere ancora più determinati, più aggressivi. Anche noi vogliamo invertire la tendenza e siamo convinti di essere sulla strada giusta. 
C'è il Cagliari, poi la sosta, ci sarà l'occasione per un primo bilancio. 
E' chiaro che come le vittorie ti danno certezze, le sconfitte un po' te le tolgono. Ma ripartiamo da lì per tornare ad essere noi stessi".