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E' un Napoli col braccino dopo la vittoria esterna di Genova. Tutti ad aspettarsi la partita della consacrazione, arriva invece la reazione del Chievo dopo la sconfitta interna contro il Brescia. La partita dal finale già scritto, ha regalato il risultato più inatteso: prima vittoria nella storia dei veneti in terra campana. La squadra di Mazzarri, probabilmente, paga la stanchezza delle tre partite in sei giorni, con tanto di posticipo domenicale.
 
CAPITANO MIO CAPITANO — Se Mazzarri (sbagliando?) ripropone gli stessi 11 che hanno vinto con personalità in casa della Samp, il Chievo cambia ben quattro pedine, dando una ventata di freschezza alla squadra spenta vista contro il Brescia. Non a caso, i gialloblu, fin dall'avvio, non mostrano alcun timore reverenziale: la squadra di Pioli gioca con calma, a testa alta, con pressing ultraoffensivo e ripartenze veloci. Il Napoli, però, dal canto suo, non si fa impressionare e, almeno all'inizio, ribatte colpo su colpo. Tanto che al 9' è già in vantaggio, grazie al colpo di testa in tuffo di Cannavaro (già al secondo gol stagionale) che appoggia in rete un bel cross filtrante di Lavezzi favorito dal sonnellino della difesa ospite. Padroni di casa, ma anche padroni del campo, soprattutto dopo la rete del capitano: gli ospiti sembrano accusare il colpo.
 
"DIEGO" PELLISSIER — Quando, però, la strada sembra in discesa per i ragazzi di Mazzarri, sale in cattedra "l'altro capitano": Sergio da Aosta, nello stadio che fu di Maradona, non vuol essere da meno e regala alla platea dal palato fine un gol degno di Dieguito, con un diagonale al volo da posizione defilata che s'infila all'angolino. Non solo la rete del pareggio, l'attaccante si carica i compagni sulle spalle: scatta, viene incontro, difende palla e fa quello che in gergo si definisce "reparto da solo", anche perché di Granoche - al di là di una protesta per un'uscita a valanga di De Sanctis - neanche l'ombra.
 
CAVANI TUTTOFARE — La partita, comunque, si mantiene assolutamente godibile, anche se il pareggio ha l'effetto di narcotizzare il Chievo e creare ansia al Napoli, che non riesce più a ripartire in maniera lucida. Cavani è una furia, ma perde un sacco di energie a rincorrere avversari, abbassarsi sulla linea mediana e consentire gli inserimenti da dietro - come al 38', quando Hamsik s'inserisce, scarta anche Sorrentino e da posizione defilata coglie la traversa - ma l'azione è decisamente meno fluida rispetto a quella ammirata al Ferraris. Alla squadra di Mazzarri non fa difetto la voglia, ma la razionalità sì: in attacco manca lucidità e dietro si concedono praterie, nelle quali Pellissier va a nozze.
 
TOH CHI SI RIVEDE — Il Napoli avrebbe probabilmente bisogno di una sterzata d'energia, magari dalla panchina, considerate le risorse profuse domenica sera a Genova e la mancanza di turnover. Invece, è Pioli a trovare il jolly: Fernandes rileva Constant e, pochi minuti dopo, trova il piattone (ancora assist di Pellissier) al limite dell'area e l'angolino alla sinistra dell'incolpevole De Sanctis. Bella rivincita dopo i fischi contro il Brescia. Mazzarri prova a copiare la mossa del collega, dentro Sosa al posto di Gargano nel tentativo di dare un po' d'ordine e qualità al gioco, in realtà con esito decisamente diverso e, non a caso, al San Paolo si fischia lo "spettacolo".
 
HARAHIRI CANNAVARO — In verità, pur con la forza dei nervi, e soprattutto grazie alle iniziative solitarie di Lavezzi, il Napoli va vicino al pareggio: su un'incursione dell'argentino, Andreolli si trasforma in piallatrice e lo abbatte: Giannoccaro fa proseguire. Su cross dalla trequarti, invece, Hamsik trova il tempo di testa, ma anche il 47 di Sorrentino che ribatte. Il gol è nell'aria, peccato per i tifosi napoletani che arrivi dall'altra parte: Cannavaro si traveste da Babbo Natale e prepara il regalino a Pellissier, che scarta il dono, e pure De Sanctis, prima di appoggiare in rete a porta sguarnita. E' la mazzata finale per i ragazzi di Mazzarri che - già stanchi di gamba - non trovano le energie nervose per reagire.