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Una storia strana. Una storia singolare. Appena venti giorni. Yohan Tavares è arrivato giusto per raduno e ritiro. Ha parlato poco, quasi niente. Si è guardato attorno. Forse si è reso conto che gli orizzonti che lo circondavano non erano gli stessi che aveva previsto lui. Saudade in salsa portoghese? Forse. Perché il centrale arrivato al Chievo si è fatto da parte. Dicono, in società, per mancato ambientamento.

Se ne va una possibile scommessa. Parla il cuore, prima di tutto. Parlava dalla splendida terrazza di San Zeno di Montagna, Tavares. Lassù, in ritiro con i gialloblù: "Voglio essere aquila". Per il Chievo, per se stesso. Ma le ali dove sono finite? Yohan si è fatto da parte. Subito. Lontano dal fischio d'inizio.
 
Storia simile ha vissuto il belga Funso Ojo. Storia passata veloce e, a molti, inosservata. Il centrocampista arriva, fa le visite mediche, tutto sembra ok. Lui parla addirittura ad un quotidiano belga della sua nuova avventura italiana. In rete c'è pure un sito che lo considera giocatore acquisito del Chievo. Ma allora dov'è Ojo? Andato. Lui ancora prima di mettersi addosso la t-shirt Chievo. Non c'è stato accordo economico. Andata e ritorno. E adesso Sartori prepara altri colpi. Con un biglietto di sola andata.