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'Aspettatemi'. Aspettatelo. Luciano Siqueira de Oliveira sembra essere davvero senza fine. Il brasiliano, ormai 35enne, era finito dentro l'ennesimo buco nero. Infortunio brutto e cattivo. Una lesione muscolare che lo ha tolto dal campo lo scorso 19 settembre, quando le gambe giravano a mille e gli avversari si erano rassegnati a mangiar la polvere. Ma il destino aveva per lui in serbo qualcosa di maledettamente perfido. Una prova. L'ennesima nella vita da labirinto del giocatore sudamericano. Al Chievo lo hanno sempre aspettato. E lui, quando si è presentato di nuovo al via, ha provato a sdebitarsi con accelerazioni senza fine sulla corsia di destra.

Quest'anno Lucio era partito alla stragrande. Pioli lo considerava il suo valore aggiunto. A Genova, proprio sul nascere della nuova stagione, si era ingoiato il campo palla al piede, consegnando sulla testa dell'amico Marcolini una palla facile facile da piazzare in rete. E tutti a dire: 'Ma questo Luciano è un marziano'. Corre, romba, spara fulmini e saette. L'infortunio gli ha fatto crollare il mondo addosso. Anche perché, proprio sul più bello, Lucio è stato costretto a fermarsi per una ricaduta.

Due mesi di stop? Nossignori. Tre, dopo quattro. Adesso dovrebbe rientrare a febbraio. Prima decade, un po' dopo forse. A 35 anni, con il tempo che ti sfugge di mano, scegli tu cosa fare della tua vita. Luciano ha scelto. 'Voglio tornare ad essere giocatore. Il tempo perduto mi impone di allungare la carriera. Non mollo. Anzi, mi sento più forte di prima'. Il Chievo lo ha sempre aspettato. A fine stagione il brasiliano andrà a scadenza. La società della Diga lo aspetterà ancora?