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Da Silva, Yamga, Gatto. Moschin, Costa. Scudetto. Il futuro è già qui. E i campioni sono rigorosamente 'fatti in casa'. E' la storia bella del Chievo Primavera. Primo in Italia. Campione. Impresa storica. Già celebrata. Mai troppo però. Un risultato sportivo eccezionale che impone una riflessione. Il Chievo deve bandire gli sprechi e, chi proprio nel settore giovanile sarà costretto a tagliare risorse, deve avere il coraggio di lanciare nella mischia della serie A i suoi ragazzi migliori.

Certo, non tutti possono essere ritenuti pronti per il grande salto. Ma la vittoria dello scudetto da parte della Primavera deve lanciare un messaggio. Forse è meglio pescare in casa che volare oltreoceano per contrattualizzare potenziali crac del calcio del domani. Perchè il flop è spesso dietro l'angolo.

Il Chievo da ormai cinque anni propone un settore giovanile di alto livello. In prima squadra, però, non si è visto quasi mai nessuno. Forse serve più coraggio. Forse Victor Da Silva, gioiellino di casa Campedelli, prima di essere ceduto troppo in fretta alla Juve, meriterebbe di passare un po' di tempo con Corini. L'anno scorso ha esordito in A. E non ha sfigurato. E in Coppa Italia ha segnato pure un gol. Meglio lui rispetto a improponibili nomi esotici. Bisogna saper crederci, però. Oggi più che mai.