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Il bicchiere è mezzo pieno. Anche se l'impressione è che il Chievo abbia lasciato per strada qualche punto importante. La squadra di Stefano Pioli ha chiuso il 2010 con 21 punti in dote. Nelle ultime due giornate dell'andata contro Udinese e Palermo potrà cercare di incrementare ulteriormente il bottino. Per una squadra che vuole la salvezza, i riscontri ottenuti sul campo possono considerarsi decisamente positivi.

Attenzione, però: Chievo è società abituata a crescere passo dopo passo. Due anni fa arrivò Di Carlo in corsa (in sostituzione di Iachini) per centrare una salvezza ritenuta quasi impossibile. Poi ottenuta alla grande. L'anno scorso lo stesso Di Carlo riuscì a tenere fuori dagli impacci per tutto l'anno la squadra, capace di salvarsi matematicamente a tre turni dalla fine del torneo vincendo a Firenze. 

Ora, l'avvento di Pioli - al quale è stata consegnata una squadra che lavora a memoria e che è stata impreziosita, tra gli altri, dagli arrivi di Fernandes, Constant e Thereau - fa supporre che il club di via Galvani volesse fare un ulteriore salto in avanti. Non solo salvezza anticipata. Molto saggiamente il presidente Luca Campedelli ha parlato di 'salvezza da ottenere il prima possibile, poi si vedrà'. Ma il potenziale qualitativo del gruppo Pioli pare possa essere tale da ambire ad una posizione di classifica ancor più ambiziosa. Ai margini, giusto per intendersi, della zona Europa.

Il Chievo, del resto, con le grandi ha quasi sempre fatto centro. Perdendo, invece, punti pesantissimi contro le dirette concorrenti nella 'presunta' lotta salvezza come Bologna, Brescia, Lecce, Bari e Cagliari. Il motivo? Pioli ci sta lavorando. Il nuovo anno potrà essere salutato comunque con grande serenità. In attesa, magari, di un colpo d'ala che possa permettere al Chievo di stupire ancora.