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Sei punti in 6 partite di campionato, classifica deficitaria, squadra in piena crisi, eppure una parte consistente di quella Milano costantemente impegnata a lucidare la propria argenteria europea  non ce la fa proprio a concentrarsi solo sui propri problemi , è più forte di lei. Eccola così non restare per niente indifferente a ciò che le capita attorno, anzi, la disturba, e pure parecchio. E se glielo fai notare, si arrabbia ancora di più.

Succede che Buffon, con la partita di sabato scorso, raggiunga Paolo Maldini nel numero di presenze (903) in una squadra di club  e, com’è naturale che sia, Gigi se ne compiaccia con se stesso, ne provi soddisfazione e la esterni pubblicamente sui social. Così come ha fatto la Juventus, per congratularsi col proprio storico portiere, e altrettanto molti suoi compagni di squadra. Ma la Milano milanista non ha gradito affatto. 

E che questa storia del record di presenze fosse meno banale di quanto in apparenza  potesse sembrare lo si era capito già in estate, non appena venne fuori la notizia del ritorno di Buffon alla Juventus. Il popolo rossonero subito rumoreggiò e si spazientì. “Torna solo per togliersi la soddisfazione di battere Maldini” era il commento più ricorrente, fondato più sul rincrescimento di vedere il proprio ex capitano, ora dirigente, scalzato da quell’effimero piedistallo (perché stiamo parlando di pura statistica) a vantaggio di un giocatore della Juventus. Perché il problema, alla fine, è tutto e solo lì. Se quel record Buffon  lo avesse agganciato giocando ancora col PSG sarebbe stato sicuramente diverso. Invece è tornato alla Juve, e non va bene. 

Un rancore, quello milanista, che parte da lontano, da quel gol di Muntari che – secondo loro – Buffon avrebbe dovuto ammettere di aver tirato fuori dalla porta (probabilmente sul momento manco se n’era accorto) e, ancora prima, per quel rifiuto di passare al Milan dopo la retrocessione coatta in serie B della Juventus, causa Calciopoli. Il raggiungimento del record di Maldini, che ora rischia di vedersi superato pure nel numero di presenze in Serie A, ha elevato quel rancore a picchi esponenziali.

Eppure dicono che non è vero, che a schiumare di rabbia sarebbero gli juventini per l’invidia che ancora provano verso Maldini per le 5 Champions vinte da giocatore. Ed eccoli allora inondare il web di foto del Paolo che solleva l’unico trofeo mai alzato in carriera da Buffon, oppure di Shevchenko che lo batte, calciando a Manchester il rigore decisivo in quella sfida di Champions.  

Ripeto: stiamo parlando di un record di presenze. Come dire, bazzecole. Roba che conta  solo per gli amanti dei numeri, e ovviamente per Buffon. Un applauso, e per gli juventini penso si esaurisca tutto lì. 

Diversa la reazione dei milanisti, i quali non l’hanno presa affatto bene, ma non lo vogliono ammettere. 

Il nostro sito IlBiancoNero.com  lo ha potuto invece documentare molto bene, raccogliendo alcuni dei tantissimi tweet pubblicati in queste ore dai tifosi rossoneri e che ne attestano la loro rabbia. Li disturba più Buffon di un Giampaolo in totale confusione e una squadra allo sbando. Da non credere, eppure sta succedendo . 

Tutto ciò sta a dimostrare come nemmeno 5 Coppe dei Campioni in più riescano a farli vivere felici e a non farli continuamente rimuginare sulla Juventus. Per tanti di loro, un’autentica  ossessione. Ne sono certo, negheranno pure questo.