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I  COLPEVOLI

Non guardate la classifica!  Lo ha consigliato Allegri ai propri giocatori e non dovrebbero farlo nemmeno gli juventini,  perché è roba da film di Dario Argento : fa orrore. Per il – 16 dalla vetta dopo appena 11 giornate di campionato, che preclude in modo definitivo alle ambizioni di scudetto, ma soprattutto per il – 4 dalla imprescindibile (per le finanze)  zona Champions, con Roma, Lazio, Atalanta e Fiorentina da andare a rimontare e superare. 

Teoricamente una missione ancora possibile, solo perché siamo tutti abituati ad un’altra Juventus, non a questa. Che perde in continuazione, per altro con avversari decisamente abbordabili, che segna col  lanternino (1.36 reti a partita), che prende gol da chiunque (15 finora), che trascorre il 29% del tempo di ogni gara più nella propria meta campo piuttosto che in quella avversaria. Dati da paura per una squadra che non fa più paura a nessuno. Succedeva già col Benevento nella scorsa stagione, sta ricapitando in quella attuale quasi con ogni avversario.

È semplicemente la conseguenza naturale delle cose: la Juve di Pirlo aveva in Ronaldo la toppa a tutti i suoi deficit tecnici e caratteriali, a quella di Allegri sono solo rimasti i soli deficit. Soprattutto se in estate – per le note ragioni di bilancio – non è stato possibile mettere mano all’organico in modo pesante, come le circostanze avrebbero richiesto. Tra mille difficoltà è arrivato Locatelli, indiscutibilmente il migliore del’attuale reparto di centrocampo, è tornato Kean e si è aggiunto il ragazzino Kajo Jorge, sveglio (Allegri dixit) ma che non gioca mai. Stop. L’impianto è rimasto quello già scricchiolante di un anno fa.

Sul banco degli imputati c’è finito l’allenatore, come avviene puntualmente quando una squadra va male, ma a mio parere le colpe non sono solo sue. Soprattutto quando hai giocatori che ti remano contro. Uno spogliatoio che aveva già in precedenza respinto Sarri e poi Pirlo, e adesso ci sta provando pure con Allegri, quando il cuore del problema sta proprio nella squadra. Costruita malissimo nell’ultimo biennio e con in rosa calciatori non assolutamente all’altezza. Che giocano male perché scarseggiano in qualità ed attributi. 
Verona è stata soltanto l’ultima conferma di quanto già visto col Sassuolo, contro l’Empoli, a Udine, col Milan, col Napoli, e tante partite della stagione passata. Cioè, di una squadra probabilmente sopravvalutata ma che in campo mostra tutti i propri limiti. È infatti esattamente la stessa che riuscì a raggiungere la Champions all’ultima giornata dello scorso torneo grazie ai tanti gol di Ronaldo ma soprattutto e a quello, insperato, dello scaligero Faraoni contro il Napoli, rete che escluse dalla massima competizione europea proprio i partenopei a beneficio di Madama. 

Com’è possibile ritenere oggi che quella stessa squadra (priva di CR7) possa e debba fare addirittura meglio nella stagione in corso? Se un cantante lirico stecca sempre non può pretendere di cantare alla Scala, così se hai poca tecnica e scarsa personalità non puoi giocare alla Juve. Sta invece passando il concetto che il male sia Allegri, allenatore antico e poco aggiornato ai cambiamenti, ma che sta facendo fuoco con la poca legna a disposizione.

Il calcio è semplice , per farlo bene servono bravi  interpreti.  Attori di livello,quelli che in questo momento mancano alla Juventus. 

A parte i senatori  Chiellini e Bonucci, l’inossidabile Cuadrado, l’indomito Chiesa (quando ha le pile cariche), l’estroso Dybala (seppur poco decisivo) , il promettente Locatelli e l’onesto Danilo, il valore degli altri è assolutamente discutibile.  

A Garibaldi ne servirono 1.000 per unire l’Italia, ad Allegri non  si può chiedere di rifare la Juve con appena 7 calciatori buoni, di cui un paio attempati e da gestire con cura. È  un compito arduo, anche per chi guadagna 9 milioni  (coi bonus, che quest’anno difficilmente percepirà) a stagione.