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So quanto sia rischioso affrontare in questa rubrica “for gobbi only”  l’argomento Dybala, il risultato potrebbe essere l’impopolarità. Se non addirittura l’essere tacciato di anti-juventinismo e come tale invitato, da molti lettori, a cambiare squadra (cosa che non farò mai, neanche sotto tortura). Funziona purtroppo così, perché per alcuni il tifo è fatto di dogmi, ed uno di questi, per tantissimi che tifano Juve, si chiama appunto Paulo Dybala: secondo loro, se sei un vero tifoso della Vecchia non puoi discuterlo, mai. Pena la scomunica.  

Tanto per rendere l’idea, prendiamo l’azione del gol di Caicedo: in quei 20 secondi finali di Lazio-Juve sono almeno 6 – se non addirittura otto  – i calciatori bianconeri colpevoli in quell’azione fatale. Cuadrado, Bentancur, Rabiot, Demiral, Bonucci, e un concorso di colpa ce l’hanno pure MCKennie e Danilo. Più uno:  Dybala appunto. Quello da cui è nato tutto il patatrac, per quel pallone controllato malamente e che ha regalato il fallo laterale ai laziali. Ecco, per i dybalisti duri & puri sono tutti da mettere alla gogna, fuorché Paolino, perché un controllo di palla lo si può anche sbagliare, mentre un tunnel o un dribbling da Correa non te lo puoi far fare, così come non devi girarti quando Caicedo tira. Quindi, tutti in punizione dietro la lavagna tattica di Pirlo, con in testa il copricapo con le orecchie d’asino.  Meno Paolino, perché lui è la Joya. Pur di difenderlo qualcuno è riuscito persino a mettere in dubbio che il pallone fosse interamente uscito dalla linea laterale quando il guardalinee lo ha fermato nello scatto. Roba da Spiderman.

Adesso non è mia intenzione mettere in croce Dybala per quell’errore, lo metto in discussione invece per tutti i 15 minuti in cui ha giocato all’Olimpico, nei quali non ne ha fatta una giusta e non è stato minimamente d’aiuto ai compagni che, proprio in quei momenti, stavano subendo il ritorno della squadra d’Inzaghi. Quando Pirlo toglie Ronaldo (infortunato) non inserisce un difensore in più, ma Dybala, per far capire ai laziali che la partita la vuole vincere. Proprio perché Dybala è la Joya, l’attaccante in grado di creare apprensione agli avversari, di tenere alta la squadra, di inventarsi qualcosa. Ma se Dybala entra e fa il Paolino delle barzellette – perché non ne ha voglia, perché è depresso, perché gli brucia il pistolino (problemi genito/urinali) , perché non è in forma – tutto il disegno tattico va a ramengo. 
E allora la domanda da farsi è: perché  da quasi 2 mesi Dybala non è più Dybala? Aldilà di quest’ ultimo quarto d’ora a Roma, il suo score stagionale finora recita  appena 306 minuti giocati (quasi tutti male), 0 assist, 1 solo goal. Prima era Allegri a non trovargli la giusta collocazione in campo,  adesso è Pirlo a farlo giocare poco, eppoi c’era il covid, poi l’infortunio alla coscia, poi  una forma atletica non ottimale, eppoi eppoi eppoi, come cantava Mina. Per i dybalisti è una congiura contro Paolino, quando piuttosto bisognerebbe chiedersi che cos’ ha Dybala, se i suoi sono problemi solo fisici o anche mentali. Perché un giocatore con una media  gol/assist stagionale da 1 ogni 124 minuti (dato 2020) non può essersi involuto in questa maniera. Non sarà mai Messi o Ronaldo, e nemmeno Alex Del Piero, però resta ugualmente un giocatore forte. Con dei problemi, emotivi e caratteriali: vuole essere vezzeggiato, non sopporta di essere messo in discussione. Come in società hanno iniziato a fare da quando è arrivato Ronaldo, tant’è vero che nell’estate 2019  lo avevano già ceduto allo United prima e al Tottenham poi. 

Paulo é reduce da un’annata ottima (17 reti in totale) ciò nonostante il rinnovo di contratto non sembra essere una priorità per il club, rifiutatosi di incontrare il procuratore dell’argentino per l’intero mese di ottobre in cui è stato a Torino, vuoi anche per l’esosa richiesta del giocatore (15 mln, ndr). Segnali. Che di certo non stimolano Dybala a fare bene, semmai lo rendono ancora più svogliato. Come si è visto a Roma. Ma se il broncio prevarrà sulle prestazioni, non è da escludere che Dybala possa essere ceduto o scambiato già dal prossimo gennaio. Non è una mia richiesta e tantomeno un mio desiderio, è una possibilità. Lo specifico per i suscettibili dybalisti.