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La parola d’ordine in queste ore alla Juventus è vendere. Per dare una (necessaria) sistemata al bilancio, ma anche per poter continuare a comprare. O come ha detto Pavel Nedved “cercare di rinforzare ulteriormente la squadra”, passando appunto attraverso qualche cessione. E sia lui che Paratici, a rischio impopolarità, hanno deciso di pescare dalla rosa Paulo Dybala e di metterlo sul mercato. Prezzo: 100 milioni. Dalle ipotesi ai fatti, lo stanno facendo per davvero. Con il Manchester United l’accordo è pressoché raggiunto, e il manager della Joya è volato in Inghilterra per trovare l’accordo sull’ingaggio coi Red Devils.

Dybala in red, Lukaku in bianconero. Uno scambio che piace poco a molti juventini, convinti che la prossima la stagione potesse essere quella del rilancio definitivo dell’argentino, dopo un paio in penombra causa un allenatore (Allegri, ndr) non in grado di valorizzarlo, ma capace solo di deprimerlo. Per quanto il tecnico livornese non fosse esente da critiche, soprattutto per quanto attinente al modo di giocare della sua Juventus (in un aggettivo: pessimo) non riesco ad addebitargli la progressiva involuzione di Dybala. Se ritieni di essere un grande giocatore, un top player, vai oltre gli schemi e riesci ad importi comunque, indipendentemente dalla posizione che il tuo allenatore ti assegna in campo. In altre parole, sai sempre cosa fare. E se questo non accade significa che non appartieni alla categoria dei top.

Per me Dybala è un giocatore di grande talento, ma non di quelli in grado di fare sempre la differenza quando serve, e non solo col Benevento, il Sassuolo, il Genoa o la Young Boys. Guarda caso, alla Juventus la pensano proprio come il sottoscritto, altrimenti oggi Dybala non sarebbe diventato improvvisamente un giocatore cedibile. Una scelta bocciata in toto da tanti  tifosi juventini, arrivati sui social a bollare come incompetenti un Pallone d’Oro e uno tra i più bravi dirigenti sportivi italiani, insieme a tutti coloro che approvano una scelta del genere, secondo loro del tutto insensata.

Non ho predisposizioni naturali al lecchinaggio, men che meno nei confronti della Juventus, nonostante sia la squadra per la quale tifo e non baratterei mai con nessun’altra, neanche se mi riempissero di soldi o mi minacciassero fisicamente. Amo la Juve, e quando non ne condivido delle scelte oppure quando la squadra si rende protagonista di performance scadenti (vedi  quelle con l’Ajax) lo dico chiaramente, per una questione di onestà intellettuale. Nel caso in questione - cessione di Dybala - approvo la decisione della società. Perché Paulo di occasioni per dimostrare di essere un campione le ha avute e non le ha sfruttate. Lo ritengo inoltre un ragazzo con scarsa personalità, molto fragile emotivamente e poco propenso ad accettare le critiche, al contrario incline a deprimersi con facilità non appena le cose non vanno nella direzione da lui desiderata. Dopo i famosi 2 gol al Barcellona in Champions credeva di essere ormai arrivato, quando invece era soltanto all’inizio di una storia ancora tutta da scrivere.

Meglio cederlo ora ad una cifra ancora interessante, piuttosto che rischiare un’altra stagione opaca (nemmeno Sarri gli ha garantito un posto da titolare, ndr) con conseguente svalutazione del cartellino. I 100 milioni messi a bilancio  sistemerebbero, tra l’altro, in un colpo solo i conti societari, e in epoca di fairplay finanziario è sempre un’ottima notizia. Anche se scambiato con Lukaku, che di sicuro non vale gli 85 milioni richiesti dal Man Utd, ma probabilmente neanche il Dybala di oggi  vale i 100 chiesti da Madama. Mi rendo conto che mi sto tirando dietro l’antipatia di tutti i dybalisti a oltranza ma ognuno è padrone di pensarla come crede, com’è giusto che sia. Io la penso come gli “incompetenti” Nedved ,Paratici e Agnelli, ed è quanto mi basta.


IL PARERE OPPOSTO, SCONCERTI: JUVE, DYBALA E' L'ULTIMO DA VENDERE