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Gol annullato e poi convalidato, dopo 4 minuti di consultazioni tra arbitro e VAR.  Ma a S. Siro non è la prima volta che accade un episodio del genere, sempre con l’Inter. Però, al contrario: gol prima convalidato, poi annullato. 

Era il 9 marzo del 1997 e al Meazza si giocava niente meno che il Derby d’Italia con la Juventus. Dopo appena 8 minuti Ganz portò in vantaggio l’Inter e l’arbitro Collina assegnò la rete, poi però uno dei guardalinee lo chiamò, gli disse che  la rete era stata segnata in netto fuorigioco (come la moviola dimostrò)  e il gol venne annullato, con tanto di spiegazioni del direttore di gara agli increduli Hodgson e Facchetti  in panchina.

A fine partita (terminata 0-0) Massimo Moratti commentò così: "In 45 anni di calcio non mi era mai capitata una cosa simile. È stata inventata una nuova regola. Abbiamo visto qualcosa di molto futuristico, una rete assegnata e poi annullata per le proteste degli avversari”.

Ovviamente, il giorno dopo, tutti i quotidiani sportive e le trasmissioni tv non parlarono d’altro.

Ventidue anni dopo a S.Siro, in Inter-Parma, si è verificato l’esatto contrario:  rete segnata e subito annullata con segnalazione del guardalinee, dopodiché convalidata dal VAR post consultazione fiume con l’arbitro Chiffi e misurazioni infinite utilizzando linee, diagonali, goniometri e quant’altro.

Il dubbio sulle posizioni irregolari di Candreva, Lukaku  e Gagliardini restano, così come sulla partecipazione attiva all’azione di quest’ultimi due, ma l’infallibilità del VAR è ormai sancita per Costituzione e quindi ogni decisione finale risulta inappellabile. Non solo,  la regolarità del gol è stata stabilita pure dall’ex arbitro Marelli, eletto ormai da web & social come massima autorità giudicante al pari della Cassazione, e quindi se ti permetti di alzare un dito e dire “scusate, ma siete proprio così sicuri di aver misurato bene? E che la posizione di Lukaku fosse davvero regolare?” vieni bollato come bestemmiatore.  

Cosa di cui non venne affatto accusato Moratti, insieme a tutti quegli interisti e addetti ai lavori che, nel 1997, sollevarono eccezioni e fecero parecchia ironia dopo quella decisione di Collina, nonostante le moviole dell’epoca dessero tutte ragione al guardalinee di quella partita.  Non solo, il giorno seguente i quotidiani dedicarono ampio spazio a quell’episodio, e in qualche dibattito televisivo ci fu pure chi si avvalse del beneficio del dubbio. 

Dopo Inter-Parma, la discussione su quel gol si è accesa sui social, ma è sparita altrove. Anzi, non esiste proprio. Non si accenna neanche a quell’episodio. C’è chi si è limitato a scrivere che “la tecnologia è categorica sui millimetri” e l’ha archiviata lì. Qualcun altro ha infilato nel pezzo, e pure tra parentesi, che il gol - più che da dei fuorigioco – era viziato in partenza da un precedente intervento scorretto di Bastoni su Karamoh. Irregolarità sussurrata, onde evitare di innescare possibili polemiche. 

Posso sostenere con assoluta certezza, avendo bazzicato per decenni nelle redazioni di giornali e tv, che se il teatrino messo in piedi sabato scorso a San Siro si fosse verificato all’Allianz  Stadium di Torino, e una rete della Juventus fosse stata prima annullata e poi convalidata, dopo un dibattito infinito tra direttore di gara e cabina VAR, la sera stessa in Italia sarebbe scoppiata la rivoluzione e il giorno successivo  quotidiani e televisioni non avrebbero parlato d’altro. Non sussurrandolo affatto, ma urlandolo. Guardate solo cos’è capitato, non più tardi di una settimana fa, per il fallo di mano di De Ligt col Bologna, regolare come la rete di Lukaku col Parma. Su cui però nessuno ironizza, fa battutine, si scandalizza per l’interminabile consultazione al VAR e ribaltamento della decisione. Non uno che si permetta di dire “mai vista una cosa del genere in tanti anni di calcio”. Tutto giusto così.

Ne riparliamo al prossimo episodio pro Juve, ok?