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Esiste un denominatore comune che lega tra loro tutti i derby d’Italia disputati fin qui: la polemica. Quasi sempre innescata dagli interisti, soprattutto quando lo perdono. Non importa se quella partita valesse uno scudetto o per il Trofeo Moretti, oppure - come stavolta - niente per l’Inter già campione e un posto Champions per la Juve, riescono a scatenare il casino lo stesso. Lo vogliono, lo cercano. Con la complicità di tanti tele-tromboni, schierati al loro fianco e incapaci di dissimulare la loro antipatia verso la Juventus.  

Sabato scorso è successo che un arbitro, Calvarese, ne ha combinate in campo più di Bertoldo, a favore e contro entrambe le squadre: rigori discutibili, reti annullate, espulsioni  inventate. Eppure, se ascolti  le trasmissioni tv e leggi i commenti dell’alta intellighenzia nerazzurra, sembra che la direzione di gara abbia volutamente danneggiato solo l’Inter. Sempre l’Inter, come al solito l’Inter. La povera Inter, costantemente "contro tutto e tutti", come ha postato Perisic su Instagram, spalleggiato dal compagno Brozovic, il quale ha rinforzato il concetto pubblicando la faccina del clown. Come dire: la partita di sabato è stata una pagliacciata. 

Non l’ha messa giù dura così nella conferenza stampa post partita Stellini, il vice di Conte (a proposito: perché Antonio non parla più?), rimasto sul vago ma alquanto sibillino: "Gli episodi sono così evidenti che è inutile commentarli". Quali episodi? Tutti o solo alcuni? Quelli a sfavore dell'Inter? Pare di capire proprio questo, visto che poi ha aggiunto "il risultato è bugiardo". Solito disco: Inter penalizzata e Juve favorita. Per fortuna non ci si giocava il titolo, altrimenti avremmo assistito a scene e deliri come quelli del ’98. Cuadrado come Ronaldo/Iuliano, insomma.  
Andando però a rivedere le immagini di quell’episodio, ci renderemmo conto che quella è stata forse l’unica decisione azzeccata da Calvarese. Immagini che andrebbero guardate con la stessa "sportività" pretesa dagli interisti ai loro avversari, non facendo finta di non vedere il calcione assestato da Perisic sul polpaccio del colombiano, e pubblicando poi sui social frame in cui sembra  invece che il fallo venga commesso al contrario. Da "fallo inesistente" a "manipolazione della realtà" il passo è breve. Tanto quanto sostenere che l’assurda decisione di estrarre il doppio giallo a Bentancur, per un contrasto di gioco nella norma (spalla contro spalla), e che ha penalizzato per l’intera ripresa una sola squadra, sia meno grave dell’aver fischiato quel rigore finale. 

Che è poi la versione interista, sostenuta pure da qualche teletrombone: Bentancur non meritava il doppio giallo, ma Calvarese dopo ha arbitrato solo pro-Juve. Versione supportata anche dai tifosi napoletani, ed ora anche dai milanisti che ci intravedono un oscuro complotto per estromettere la loro squadra dalla Champions, al netto di un imprevisto pareggio casalingo col Cagliari già salvo. Il solito sentimento popolare che monta, un tempo orchestrato solo dai media, oggi in tandem da tv e social. Gli interisti sono riusciti persino nell’impresa di accreditarsi Alessandro Del Piero ("l’arbitro dovrebbe spiegarci cosa ha visto" ha detto Alex), sbattuto in faccia agli juventini come esempio di autentica sportività, loro che un tempo gli appiccicarono senza indugio l’etichetta di dopato e, dopo Calciopoli, quella di ladro. Adesso è uno di loro. Tutto questo per il rifiuto di accettare una sconfitta contro l’odiata Juve, dopo averle dato 11 punti di distacco in classifica e con uno scudetto già vinto,  ma soprattutto  nonostante quest’ultimo derby d’Italia contasse per l’Inter meno di zero. La classe è davvero acqua. O forse, da quelle parti, cartone.