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Hanno vinto i favoriti. Con un po’ di fatica, ma alla fine la Supercoppa l’hanno portato a casa loro: gli interisti. Com’era prevedibile alla vigilia. La cosa non mi ha stupito affatto, ero pronto al peggio da giorni, considerando le assenze pesanti in casa Juve e la cronica mancanza di gioco dei bianconeri. Semmai non mi aspettavo che la Juventus restasse in partita fino al 120°, pensavo  capitolasse prima, invece ha venduto cara la pelle e questo le dà merito. 

Da qui a definire la prestazione dell’altra sera eroica ce ne passa. Gli juventini sarebbero stati  eroi se, dopo una gara di sacrificio, l’avessero vinta loro la Coppa. Nei supplementari oppure  ai rigori. 

Come se l’era immaginata proprio Allegri, impostando la partita su difesa e ripartenze, per poi inserire forze fresche quando tutto era ancora in bilico e provare a vincerla. Ma non è andata così, perché Dybala e Kean hanno mandato a Patrasso questa possibilità, essendo stati entrambi degli autentici fantasmi nella mezzora abbondante in cui hanno giocato (decisamente migliori  Morata, Kulusevski e Bernardeschi fin quando sono stati in campo), eppoi perché Alex Sandro e Rugani hanno voluto sublimare la loro già pessima prestazione con quel comico pasticcio finale  che ha permesso all’Inter di vincere all’ultimo secondo. Approssimazione ed errori ammessi tra i dilettanti, non a gente che gioca alla Juventus. 

Direte: capita. Certo, ma capita molto più spesso in una squadra dove la tecnica scarseggia e l’attenzione dovrebbe restare sempre alta, e purtroppo non succede. Infatti la Juve incassa spesso gol. Realizzandone, al contrario, molto pochi. 
Diventa però difficile creare occasioni da reti, e segnature, se decidi di andarti a giocare la Supercoppa contro l’Inter come una provinciale. Ovvero: tutti dietro la palla, per poi provare ad offendere con ripartenze veloci. Può essere anche una soluzione, soprattutto in una situazione  emergenziale ( 5 assenze pesanti)  però le transizioni devono essere studiate e ragionate, non lasciate all’improvvisazione dei singoli. Ogni volta che la squadra riusciva a riconquistare la palla, si assisteva alla fiera degli errori (mai tre passaggi di fila consecutivi)  o a contropiedi poco organizzati. L’Ascoli di Sottil, tanto per trovare un omologo bianconero, avrebbe fatto meglio. Perché se vuoi giocartela da provinciale devi essere cazzuto e organizzato come una provinciale. Soprattutto quando disponi di una rosa qualitativamente migliore dell’Ascoli (al quale auguro di tornare presto in Serie A).

Qualità superiore che , però, non emerge quasi mai. La Juventus gioca sempre nella stessa maniera, ovvero male. Che ci siano tutti gli effettivi o le riserve. 

Normale che  chi ha più soluzioni tattiche e corre di più, alla fine vince. Anche se l’altra sera  l’Inter non ha disputato  una partita indimenticabile, ma ci ha provato e creduto più della Juventus sparagnina e raramente propositiva vista a San Siro. Lo ha fatto a sprazzi, come le accade spesso pure in campionato, ma non è bastato. 

Allegri alla fine è parso pure soddisfatto della prestazione dei suoi: ha mentito sapendo di mentire.