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Lo aveva già detto qualche mese dopo il suo trasferimento a Londra: “Qui mi trovo meglio”. Adesso Dejan Kulusevski lo ha ribadito con ancora più convinzione: “La scelta di andare via dalla Juventus è stata la migliore che potessi fare”. Schietto come pochi il ragazzo. E in tanti ,in Italia, tra addetti ai lavori & tifosi non l’hanno prese bene. Così com’era già capitato dopo l’outing di De Ligt , e per qualche battuta velenosa rilasciata anche da Zakaria e Arthur dalle sedi dei loro nuovi club.

Tutte dichiarazioni con un unico denominatore: i metodi d’allenamento praticati alla Juventus, e nello specifico dallo staff tecnico di Allegri. Metodi di lavoro associati anche alla preparazione tattica della partita, entrambe messe in discussioni dai giocatori che hanno lasciato la Continassa. Non dei veri atti d’accusa, semplici confronti con quanto facevano e gli veniva chiesto a Torino e ciò che fanno adesso: prima molta tattica, tanti schemi, poca intensità, ora l’esatto opposto.

Kulusevski è entrato ancora più nello specifico: “Al Tottenham il mio corpo è cambiato grazie agli esercizi in palestra. Si lavora moltissimo, tutti i giorni e meglio di quanto facessi in Italia”. E quando gli è stato chiesto se c’è differenza tra Conte e Allegri, non ha avuto dubbi: “Il lavoro e l’idea di calcio sono completamente diversi. Agli Spurs mi è cambiato il mondo”.

Personalmente, nel periodo in cui ha giocato con la Juventus, sono stato spesso critico nei confronti di Kulusevski, e devo ammettere che non ne sento la mancanza, perché nella sua stagione e mezza in bianconero il suo apporto è stato minimo. Quando mi riesce di vederlo giocare in Premier, osservo però un giocatore completamente diverso: più sprintoso, determinato e utile per la squadra. Il contrario del mollaccione visto in bianconero.
Siccome ultimamente in campo vediamo spesso i giocatori della Juventus avere una riserva carburante non superiore ai 20 minuti, dopodiché camminano e vanno in balìa dell’avversario, il dubbio che vengano ben allenati è iniziato a serpeggiare da tempo, da prima ancora che Kulusevski parlasse a cuore aperto. Accusa che, ovviamente, Allegri ha già rispedito al mittente in una recente conferenza stampa: “Lo staff tecnico sta lavorando bene”. Punto e stop. Secondo il suo punto di vista, aggiungiamo noi, perché il campo dice il contrario. In pratica, dà ragione a Kulusevski.

“Dovrebbero farsi un minimo di autocritica” è l’accusa rivolta a quest’ultimo, così come a De Ligt e tutti gli altri, da parte di chi proprio non ce la fa a mettere da parte l’aziendalismo indotto dal tifo per la squadra e porsi piuttosto delle domande sul perché tutti i calciatori andati via dalla Juve dichiarino ora di venire preparati meglio. Solo per un senso di rivalsa verso il club che li ha ceduti? Non leggo questo nelle loro interviste, quanto invece la soddisfazione personale di poter finalmente rendere al meglio, grazie appunto a metodologie di lavoro differenti. Oltre a stimoli maggiori che ricevono dal loro nuovo allenatore. “Uno così motivato come Conte ti entra nel cuore” ha sottolineato Kulusevski.

Possono dire altrettanto di Allegri i giocatori che lavorano oggi con lui alla Juventus? Al momento emergono solo frizioni (Bonucci, Di Maria) ed una percezione di scollamento tra squadra e allenatore in grado poi di condizionare il rendimento generale della squadra durante una partita. Ascoltate ancora Kulusevski: “Quando le cose non vanno è difficile invertire la rotta, e alla Juventus non mi sentivo benissimo, per tanti motivi .Adesso, invece, ho sempre voglia di giocare”. Meditate gente, meditate.