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Ormai sembra tutto abbastanza chiaro: la Juventus ha scelto come centravanti Luis Suarez, e l’uruguagio ha scelto la Juve. Altrimenti ditemi quale necessità ci sarebbe da parte dell’attaccante di Salto di richiedere in tutta fretta il passaporto italiano, considerato che per continuare a giocare in Spagna – anche se non più al Barca, ma magari in un altro club (Atletico Madrid, per esempio) – non gli servirebbe? Perché ha deciso di trasferirsi in Italia, pare evidente.

Così come ha pure deciso di andare alla Juventus, con la quale ha già raggiunto l’accordo economico: 
contratto biennale, con opzione per un terzo, da 10 milioni + bonus.  Per lasciarlo partire, al Barcellona (che non aveva nessuna intenzione di farlo partire gratis) verrà riconosciuto un piccolo indennizzo fisso, insieme ad una cifra quantificabile sugli obiettivi raggiunti dall’interessato nel corso della prossima stagione.

Resta solo un ultimo passaggio da completare, quello relativo appunto al passaporto. Siccome Suarez possiede solo quello uruguaiano, per diventare juventino gli serve anche quello italiano. Altrimenti la Juventus non potrebbe acquistarlo in questa sessione di mercato, avendo già occupato in rosa tutti i posti per gli extracomunitari. Pur di venire ad indossare la maglia n°9 bianconera, Suarez  ha ripreso in mano quella vecchia pratica burocratica, iniziata e poi abbandonata qualche anno fa  per assenza di una necessità immediata. L’avesse già completata a suo tempo, ora sarebbe già un tesserato della Juventus.

Siccome la Serie A inizia tra meno di 15 giorni e alla Continassa intendono consegnare al più presto a Pirlo il nuovo centravanti, bisogna muoversi. E quando c’hai fretta, c’è sempre qualcosa che si mette di traverso. A Barcellona non sembra infatti possibile far sostenere a Suarez in tempi brevi l’obbligatorio esame di lingua italiana, la prima data disponibile sarebbe infatti a metà di ottobre. Troppo in là. Probabile si imbarchi su un aereo e venga a fare il medesimo test a Roma, la prossima settimana.
Dopodiché , se lo supererà (Suarez ha una moglie di origini friulane, quindi the Cannibal qualcosa di italiano dovrebbe già masticarlo), l’intero incartamento passerà agli uffici del Viminale per il rilascio della cittadinanza italiana e del relativo passaporto.

In genere, per  completare un analogo iter burocratico, un normale extracomunitario impiega mediamente tra gli 8 mesi e un anno. Trattandosi in questo caso di una pratica “urgente” è molto probabile che i tempi si ridurranno drasticamente.Un favoritismo che la Juve sconterà poi a suon di polemiche, c’è da scommetterci.

Alla Continassa si preparino fin d’ora a dover giustificare il perché e il per come saranno riusciti ad ottenere un passaporto-speedy per un loro neo tesserato, e magari  ci sarà pure chi li accuserà di aver corrotto qualche funzionario del ministero. Accuse accompagnate, ovviamente, da opportuna richiesta di indagine da parte della Procura Federale.

Vedrete, la cittadinanza italiana di Suarez sarà il primo “caso” della stagione 2020/21 . Nonostante stia avvenendo tutto alla luce del sole e non in modo occulto, come capitò invece negli Anni Novanta, quando ci fu chi pagò per davvero qualcuno alla Motorizzazione di Latina per ricevere falsi documenti e con quelli ottenere poi un falso passaporto per un proprio calciatore, compreso un uruguagio. Finì con qualche multa, nessuna penalità, e con la prescrizione che sotterrò tutto. Lo ricordo a puro titolo di cronaca.