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Dal Milan al Sassuolo, cos’è cambiato in questa Juventus? Nel gioco poco, sempre parecchio approssimativo, nella voglia parecchio. Le ramanzine ricevute (finalmente) dopo il naufragio coi rossoneri hanno (finalmente) scrollato dal rammollimento generale la truppa bianconera, rimasta almeno sul pezzo per tutta la durata della partita e riuscita a portare via da Reggio Emilia una vittoria non così facile come sembrerebbe dal risultato, perché la formazione di De Zerbi non è stata affatto spettatrice non pagante in campo.

Stavolta però quelli della Juve c’hanno messo l’ attenzione e l’impegno necessari e, alla fine, hanno ottenuto una vittoria importante, ma che potrebbe essere ininfluente dal punto di vista della classifica, in quanto il destino di Madama adesso non è più soltanto nelle sue mani ma dipende dai risultati dei suoi avversari nella corsa Champions, tutti vincitori nel turno infrasettimanale.

Tre anni fa lo scudetto venne deciso in una giornata che prevedeva il derby d’Italia, a Milano, e la trasferta del Napoli a Firenze. Accadrà pure stavolta nel prossimo week-end di campionato, coi partenopei avvantaggiati dal conoscere già il risultato di Juve-Inter, giocata il giorno prima, e con un punto di vantaggio in classifica, mentre nel 2019 ne avevano 1 in meno e ricordiamo tutti come finì.

Dovessero spuntarla sabato sera i 'pirlanti' sugli uomini di Conte, tra l’alto ipermotivati nel decidere il destino europeo della storica rivale, bisognerà sperare poi che domenica a mezzodì i viola fermino gli azzurri, al momento tra i più in forma del torneo. La peggiore situazione possibile.

Per arrivare però a questo la Juventus ci ha messo il massimo dell’impegno, inanellando in sequenza prestazioni raccapriccianti e conquistandosi da sola la retrocessione in Europa League. Recriminare ora è puerile, bisognava pensarci a tempo debito, quando nella testa dei giocatori juventini la qualificazione in Champions veniva data per scontata.

“Qualcuno pensava si potesse vincere senza soffrire” ha rivelato Pirlo,
ed è stato davvero così. Basta andarsi a rivedere le partite giocate col Benevento, nel derby, a Firenze, anche con l’Udinese nonostante la vittoria (immeritata) acciuffata nel finale, per non parlare del disastro totale contro il Milan.

Non è ancora detta l’ultima parola, ma nonostante la vittoria col Sassuolo tutto porta a pensare ad un finale imprevisto ma già scritto, e quasi voluto, cercato. Un finale di partita del quale non sono responsabili i soli giocatori, ma anche chi li ha scelti e poi chi li ha allenati.

Vediamo cosa accadrà, sperando in qualche sorpresa – talvolta il calcio può essere imprevedibile - ma la faccia di Ronaldo, dopo il suo 100esimo gol alla Juve e con un’esultanza non delle sue, è stata quella di chi ha già capito come andrà purtroppo a finire.