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Quanto starà fermo Paul Pogba: due mesi? Tre? O forse addirittura sei? Al momento nessuno lo sa. Si sa solo che il polpo Paul si è trasformato in un attimo da super–acquisto del mercato estivo bianconero in un problema serio per la Juventus, la quale non ha ancora comunicato cosa farà col menisco lesionato del francese, ovvero se glielo farà asportare del tutto (riducendo i tempi di recupero) o semplicemente suturare (dilatandoli). Scelta non semplice e da prendere insieme da club, giocatore e suoi agenti, e che a seconda della decisione potrebbe anche fargli saltare i Mondiali.

Quello, però, è un problema della nazionale francese, adesso c’è da risolvere quello della Juve, proprietaria del cartellino, e che quando mancano meno di due settimane dall’inizio della nuova stagione si ritrova senza il 10 che avrebbe dovuto riportare un po’ di luce nel suo opaco centrocampo. 

Invece, al momento, si ripartirebbe con quasi gli stessi componenti di reparto della scorsa annata, con forse solo Fagioli e Rovella in più, sempre se resteranno in rosa. Perché dalle notizie che girano uno dei due, se non addirittura entrambi, potrebbero andare in prestito o finire dentro altre trattative di mercato. Per esempio, quella che adesso – causa emergenza nel reparto – potrebbe riguardare appunto il sostituto di Pogba, e che di sicuro non potrebbe essere un rimpiazzo qualunque, considerata l’importanza di Paul.

Ecco perché è ripreso a circolare il nome di Milinkovic-Savic, vecchio pallino di Allegri ma che il presidente laziale Lotito cederebbe solo a peso d’oro. 
Però la Juventus, se deve “provare a rivincere lo scudetto” (cit. Max) non può di sicuro presentarsi ai blocchi di partenza col centrocampo che l’ha fatta piazzare al 4° posto nell’ultimo biennio. Serve quindi un investimento mirato, di prospettiva, che sani l’emergenza presente ma guardi anche al futuro. Tanto per capirci, un’operazione alla Vlahovic fatta nella penultima finestra di mercato invernale, con l’avvallo della proprietà. Sempre che la disponibilità in cassa lo permetta, avendo già speso quasi un cinquantone per Bremer col gruzzoletto racimolato dalla vendita di De Ligt.

A meno non si decida di virare su un tampone, soprattutto se l’assenza di Paul durerà “solo” due mesi. Però sul mercato di oggi pure i tamponi, ovvero giocatori di medio livello, costano cari e costringerebbero comunque a disperdere risorse finanziarie utili magari a finanziare altri acquisti importanti, tipo Zaniolo, trattativa avviata da mesi e adesso finita in standby.  Perché se Lotito dovesse mai aprire alla cessione di Milinkovic-Savic, di sicuro Madama rinuncerebbe al romanista, che sarebbe però assolutamente da prendere nel caso in cui non ci fossero spazi per arrivare al serbo. Per sostituire Paul serve gente così.

Oppure, terza via, si tengono in rosa tutti i giovani e ci si aggiusta con una soluzione interna, anche se rischiosa, perché cominciare una stagione con gli under-23 fa risparmiare ma uno come Pogba non lo rimpiazzi di sicuro. E la Juventus, lo ripeterò fino alla noia, non può di certo permettersi un nuovo inizio ad handicap come accadde la scorsa stagione, complice un reparto di centrocampo di mediocre qualità.

Come a gennaio scorso, serve uno sforzo. Col disco verde del Lingotto. E se a Torino la Famiglia dice si, tutto è possibile.