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Sapete perché Max Allegri ha deciso di parlare solo dieci giorni dopo il suo ritorno alla Continassa? Per non sentirsi domandare cosa avrebbe fatto Ronaldo. Un tormentone che sta andando avanti no-stop da mesi e che sta iniziando a stancare non solo l’allenatore della Juventus ma anche gran parte dei tifosi juventini, ad eccezione della nutrita schiera di piccoli revisori dei conti fatti in casa, quelli convinti che vendendo CR7 la Juventus potrebbe rifondarsi. Illusi. Solo per un Locatelli qualsiasi ne chiedono 40 di milioni, per un Vlahovic la richiesta non potrebbe essere inferiore a 60/70 e il gruzzoletto recuperato sarebbe già bello che finito.  D’accordo, non ci sarebbero più i 31 di stipendio da pagare a Cristiano, ma nemmeno la certezza di aver migliorato la squadra.

Cristiano è tornato e resterà. Lo sta ripetendo da giorni, come un mantra, Pavel Nedved, lo ha detto pure il neo ds Cherubini alla sua prima conferenza stampa ufficiale, ma è stato tutto inutile, ci hanno creduto in pochi. La maggioranza è ancora in attesa del coup de theatre del portoghese: lui che va da Agnelli e gli dice “me ne vado”. Come se non avesse potuto farlo già al cellulare o usando come intermediario il proprio procuratore Jorge Mendes, che col Presidente ci parla quando vuole. Ero venuto a conoscenza, settimane fa, proprio di un incontro a Montecarlo tra Andrea e Mendes, tema principale ovviamente Ronaldo e la sua decisione di proseguire col club bianconero, magari studiando pure la formula di un possibile rinnovo di contratto ad altre cifre: sono stato quindi uno dei pochi a non stupirsi del suo rientro a Torino, domenica pomeriggio, col suo jet privato. E resto convinto sulla sua permanenza alla Juve, perché altrimenti non si sarebbe più fatto vedere da quelle parti, com’era capitato quando decise di dare l’addio al Real Madrid.
Che Ronaldo sarà quello che vedremo ri-allenarsi alla Continassa? Beh, per chi insiste ancora sul suo imminente approdo al PSG, sarà sicuramente un Cristiano svogliato e seccato. Per  quelli come il sottoscritto sarà invece il solito CR7, determinato e voglioso di riscattare insieme al resto della squadra - da autentico professionista qual è - una stagione semi-deludente, seppure conclusa a livello personale con la scarpa d’oro della Serie A e come miglior cannoniere (ex aequo con Schick) del recente Europeo. Totale: 41 reti. 
Trovatemi in giro un altro che, a 37 anni o anche meno, ne realizza così tanti. Certo, Haaland. Di cui il Borussia Dortmund non si priverà. Il norvegese andava preso a suo tempo, quando insieme al padre e Raiola transitò dalla Continassa e invece si decise di spendere il budget allora a disposizione per Kulusevski.

Adesso sì che si sarebbe anche potuto pensare di  rinunciare a Ronaldo, avendo già in casa il giusto sostituto, il centravanti puro che manca alla Juve e che Cristiano non sarà mai, così come non lo è Morata. Però resta pur sempre Cristiano Ronaldo, un nome e un cognome che fanno ancora paura agli avversari quando leggono la distinta delle formazioni. Una garanzia, anche a 37 anni. Anche se  segna “solo” 41 gol in una stagione e c’è chi riesce a considerarlo decadente. Sono gli stessi arciconvinti che la Juventus farebbe un affare a privarsene. Faccio difficoltà a capire se sono più fuori di melone loro o quelli convinti che il vaccino anti-Covid sia un veleno.