Quando un club decide se trattenere o vendere un giocatore della propria rosa deve farlo facendo prevalere la razionalità sul sentimento. Deve usare la testa anziché il cuore, perché l’emotività talvolta gioca brutti scherzi. Può indurre all’errore. Sarà brutto da dire, ma il dirigente di una grande società non può modificare una propria decisione per dare retta ai desideri dei tifosi. Non può farsi intenerire e mandare a ramengo strategie di mercato e progetti tecnici pianificati a tavolino da mesi.

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