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  • Ciao Frizzi, il calcio del cuore ha perso un fratello speciale

    Ciao Frizzi, il calcio del cuore ha perso un fratello speciale

    • Marco Bernardini
    Questa notte abbiamo perso tutti un fratello speciale. Fabrizio Frizzi ci ha salutati, per l’ultima volta e in diretta, ieri dandoci appuntamento per questa sera come al solito all’ora di cena con la sua “Eredità” che lui era riuscito a far diventare un momento irrinunciabile di televisione divertente e famigliare per milioni di italiani. In quel “ci vediamo domani” non c’era nessun presagio di doloroso congedo anche se tutti sapevamo che non stava bene. Ma aveva appena sessant’anni e tanta forza dentro per reagire. Invece, nella notte, un’emorragia cerebrale lo ha ucciso. No, accidenti, non cui vedremo stasera carissimo Fabrizio. Non ci vedremo mai più.

    Ma resterà per sempre il ricordo. Quello nessuno e niente riuscirà mai a cancellarlo per nessun motivo. Il volto di un amico anche per chi non lo aveva conosciuto direttamente. Un amico leale e sincero soprattutto provvisto di sensibilità e di cuore. Un grande cuore imprestato, senza secondi fini, a chi ne avesse necessità pratica o morale. Anche il calcio è stato per Fabrizio Frizzi un veicolo per “fare del bene” con le sei edizione della “Partita del cuore” che lo avevano visto protagonista come affabulatore. E poi il suo essere tifosissimo della Roma ma anche del Bologna, la squadra di suo papà. Tanto che sabato proprio Roma e Bologna scenderanno in campo nel suo nome. In proposito raccontano le cronache che al termine di una di quelle sei gare giocate a scopo benefico una bimba bionda andò da Frizzi e lo abbracciò piangendo. Era la ragazzina alla quale Fabrizio aveva salvato la vita donandole parte del suo midollo osseo.

    Poi c’era il professionista. Un grande presentatore e intrattenitore che aveva voluto ispirarsi al mitico Corrado Mantoni. Eleganza, classe, discrezione, educazione ed empatia con chi lo stava a guardare e a sentire. Uno di noi. Un amico vero, un fratello autentico per la gente e anche per tutti i suoi colleghi, in primis Carlo Conti, che lo amavano pur in un ambiente dove gelosie e veleni sono all’ordine del giorno. Ciao Fabrizio, per davvero. Dire che mancherai a tutti non è una frase fatta. E’ una dolorosa  e straziante verità. Sarà difficile, se non impossibile, che qualcuno possa raccogliere degnamente la tua “eredità”.

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