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Uno studio pubblicato sul Journal Public of Health dai ricercatori dell'Università di Nottingham ha evidenziato la consistente sponsorizzazione di junk food nei reality show britannici andati in onda tra il 2019 e il 2020. Si tratta di 1750 minuti calcolati su 234 messe in onda, dedicati all'esposizione di un tipo di consumo profondamente nocivo e ritenuto fra i primi responsabili dell'aumento dell'obesità infantile. Patologia che, come ben si sa in medicina, non comporta soltanto l’eccessivo aumento del peso ma anche problemi quali il diabete, l’ipertensione, alcune malattie cardiovascolari e alcuni tumori. 

Questo tipo di pubblicità è quella che in letteratura viene definita di product-placement: forme di comunicazione inserite in una struttura narrativa ben definita con l'obiettivo catturare lo spettatore in maniera del tutto indiretta e di conseguenza maggiormente efficace. Il target più sensibile è infatti costituito dai telespettatori o dagli utenti più giovani, i quali possono essere persuasi con grande facilità, specialmente se a pubblicizzare cibi e bevande ad alto contenuto di zuccheri e grassi sono conduttori televisivi, sportivi o influencer. 
Tale constatazione ha spinto il Codacons - sempre attento a tutelare i diritti degli utenti e sei consumatori - a chiedere l'intervento dell'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza e dell'Antitrust. L'intento è quello di monitorare con sempre più attenzione le attività di pubblicità occulta svolte nei reality show e sulle piattaforme streaming e quindi limitare la diffusione di messaggi diseducativi e pericolosi per la salute dei più giovani. 

Un simile intervento è necessario per contrastare chi, come molte multinazionali, vuole ancora abusare dell'enorme spazio pubblicitario concessogli per ricavarne un profitto sempre più grande, danneggiando quella fetta di pubblico molto giovane (si parla anche e soprattutto di bambini) che assorbe inconsapevolmente e negativamente il messaggio. Qualcuno potrà parlare di censura o di limitazione artistica ma - come ha voluto sottolineare il presidente del Codacons, Marco Maria Donzelli - il cibo spazzatura non è un problema meno grave del fumo o dell'alcool e come tale necessita di essere trattato con meticolosità. Evitare di far passare determinati messaggi in determinati programmi tv o fasce orarie, così come esporli banalmente sui mezzi di trasporto, può aiutare a contrastare l'elevato consumo di junk food e le patologie ad esso correlate.