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  • Clamoroso al Bologna:| Cazzola si tira indietro

    Clamoroso al Bologna:| Cazzola si tira indietro

    Alfredo Cazzola fa dietrofront. Non entra nel Bologna e dopo averlo più o meno esplicitamente anticipato ai giornali, lo comunica a Gianni Consorte con un fax che arriva a Intermedia intorno alle 15 del pomeriggio. Questo, per sommi capi, il contenuto della sue parole, confermate poco più tardi al telefono: "Ho deciso di rimanere estraneo alla nuova società, convinto come sono che non serva al Bologna un socio forte di minoranza relativa che, assumendo l’incarico di amministratore delegato, sarebbe diventato una sorta di pivot della situazione. Non è questa la figura che serve a questo gruppo di soci che è già affiatato e che ha trovato un suo equilibrio. A Gianni Consorte ho consigliato di affidarsi a un amministratore delegato che non sia anche azionista e che rappresenti la volontà di tutti i soci. I conti al momento sono a posto e rimane evidente come Consorte abbia messo a punto a consolidato un’ottima operazione di salvataggio. A rendermi perplesso è la strategia per il futuro: per il momento margini di crescita non ce ne sono tanti. Per averne bisognerebbe varare un’altra strategia, incompatibile con gli attuali equilibri societari".

    In parole povere: Cazzola, reduce da un colloquio con Longo sulla necessità di investire nuovi capitali nel prossimo calciomercato per vedere crescere la squadra, ha pensato che il sì lo avrebbe imprigionato come maggior azionista e come punto di riferimento per la pubblica opinione ma che, per contro, non gli avrebbe permesso di varare la strategia di crescita che avrebbe voluto abbinare al suo ingresso. Cazzola non intende immaginarsi nella veste di presidente e ad che non vara una strategia di crescita del club ma che si limita al mantenimento.

    Dall’altra parte un Gianni Consorte visibilmente deluso dall’epilogo di questo ennesimo 'round' con il suo amico Alfredo: "Rispetto la decisione che nulla modifica all’interno dell’attuale compagine societaria. Ma sono amareggiato: non mi aspettavo di conoscere attraverso i giornali la decisione di Alfredo. Pensavo che, dopo essere entrato in consiglio, aver cenato e parlato con i soci, Cazzola avrebbe aspettato martedì prossimo per comunicarci ufficialmente la sua decisione".

    Domani i soci si riuniranno presso Intermedia per discutere di questa imprevedibile decisione. E martedì mattina, parole di Consorte, "saranno chiamati a sottoscrivere un aumento di capitale pari a sei milioni di euro, ovvero i cinque che Cazzola avrebbe messo se Zanetti non avesse ricapitalizzato la sua percentuale". Mancherebbe un altro milione, ma quello Consorte conta di ottenerlo da Gabriele Gravina, sempre che l’ex vice presidente della Federcalcio non abbia considerato uno sgarbo aver perso la precedenza da Cazzola. Cosa improbabile, perché Gravina non avrebbe potuto garantire al Bologna la stessa disponibilità economica dell’amministratore mancato.

    L’operazione di assestamento del Bologna, è inutile negarlo, subisce un rallentamento che potrebbe avere ripercussioni sugli equilibri della società e soprattutto sull’entità e sulla durata dei rinnovi di contratto. Ma Consorte non si perde d’animo: "Non solo Gravina. In panchina c’è chi potrebbe entrare subito in partita".

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