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Un guizzo di De Luca consente al Bari di credere ancora all'aggancio ai play off. Con l'ottavo centro stagionale della "zanzara", i biancorossi piegano 1-0 il Cittadella salendo a quota 51, a quattro lunghezze dagli spareggi promozione. Un distacco che, tuttavia, potrebe mutare domani, dopo il posticipo tra Avellino e Pescara. Nel frattempo, quantomeno, la truppa di Nicola prova a rendere interessanti le ultime tra giornate di campionato, mentre il Cittadella sprofonda in zona retrocessione diretta. Eppure sono i veneti a dettar legge nel primo tempo e a dilapidare almeno tre chance per passare in vantaggio. Ingessato e fischiato da un pubblico deluso, il Bari fatica maledettamenta a pungere. La musica cambia nella ripresa: Nicola rompe gli indugi e con l'inbserimento di Boateng passa ad uno psregiudicato 4-2-4 che stringe nella sua area il Cittadella. Pierobon è determinante su De Luca, Galano e Caputo, ma nulla può all'82', quando De Luca raccoglie un pallone vagante, si gira e spedisce di destro nell'angolo basso. E' l'episodio che decide il match: il Cittadella non trova le risorse per reagire. Il Bari può almeno regalarsi il brivido di cercare un'impresa ai confini della realtà.

BARI

L'attaccante del Bari, Giuseppe De Luca: "La mia è stata una gara strana. Ho preso una botta all'inizio, ma ho stretto i denti perchè volevo aiutare la squadra. Mi sono anche mangiato un paio di reti, ma sono riuscito a trovare quella da tre punti. Possiamo e vogliamo ancora credere ai play off. Abbiamo lasciato tante occasioni per strada, ma è doveroso provarci fino in fondo. Sabato dobbiamo a tutti i costi battere il Latina, sperando che domani il Pescara fermi l'Avellino. In tal modo, tutto sarebbe ancora aperto".
CITTADELLA

Il tecnico del Cittadella, Claudio Foscarini: "Il vero rimpianto è non aver capitalizzato le tre clamorose palle gol del primo tempo, almeno una dovevamo metterla dentro. Nella ripresa siamo calati e abbiamo sofferto il forcing del Bari. Osare di più? Volevo inserire un'altra punta, ma vedevo il centrocampo in difficoltà e temevo di non avere il sostegno necessario per supportare un attaccante in più. La classifica non è bella, ma in passato siamo riusciti puntualmente a risorgere ogni qualvolta ci hanno dato per morti. La sfida di sabato al Frosinone sarà da dentro o fuori: non possiamo fallirla".