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Europei a rischio, Europei confermati, Europei boicottati. Manca poco più di un mese al calcio d'inizio dell'evento più importante dell'anno ma non sembrano placarsi le polemiche sull'Ucraina, uno dei Paesi organizzatori. Strage di randagi e il caso Tymoshenko hanno suscitato critiche e proteste da ogni angolo dell'Europa tanto che la Uefa è arrivata persino a pensare di far slittare l'inizio della manifestazione, ipotesi poi smentita seccamente.

Dopo il no della Cancelliera Angela Merkel alla partecipazione a Euro 2012, sono arrivati i rifiuti del presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso e dal governo austriaco che oggi, tramite le parole del cancelliere Werner Faymann ha confermato l'assenza in Polonia e Ucraina. "Siamo preoccupati per la situazione in Ucraina, in particolare sulle condizioni dell'ex primo ministro Yulia Tymoshenko".

A margine della presentazione della campagna Borraccia trasparente a palazzo Chigi è tornato a parlare dell'argomento il presidente del Coni Gianni Petrucci: "Lo sport ha sempre fatto la sua parte, ma non può sopperire alle assenze della politica". Il governo italiano che farà? Il ministro degli Esteri Giulio Terzi nei giorni scorsi aveva manifestato la "crescente preoccupazione" di Roma, chiedendo al governo di Kiev di "far luce" sulle violenze fisiche a Yulia Tymoshenko, senza però prendere una decisione finale.

Intanto ieri sera, al termine di Chievo-Roma, il portiere dei clivensi Stefano Sorrentino ha voluto sensibilizzare l'opinione pubblica sulla penosa strage di cani e gatti randagi che, stando alle associazioni animaliste locali, si sta perpetrando da mesi allo scopo di "ripulire" le strade delle città deputate ad ospitare Euro 2012.