È una sconfitta indolore per la Juventus, quella arrivata a Ferrara e che sposta di qualche ora, o al massimo di qualche giorno, la festa per il 35esimo scudetto, l'ottavo consecutivo. Un ko arrivato con in campo una squadra a dir poco sperimentale, imbottita di giocatori provenienti da Primavera, Juve B e riserve della prima squadra. Eppure il 2-1 del Mazza e i tre punti conquistati dalla Spal rischiano di avere un peso specifico altissimo nella lotta salvezza.

FATTORE CR7 - Una gara, quella per non retrocedere, che coinvolge ben dieci squadre, mezza Serie A: da Sassuolo e Cagliari (36 punti) al fanalino di coda Chievo. E il fatto che le uniche due sconfitte della Juve in campionato siano arrivate contro Genoa e Spal fa sicuramente effetto. Soprattutto se si considera che, sia al Ferraris come al Mazza, Allegri ha effettuato un profondo turnover, addirittura non convocando, per entrambe le partite, Cristiano Ronaldo. SCELTE LEGITTIME, MA... - Lo stesso Allegri oggi ha così affrontato la questione: ​"La Juve non ha falsato nulla, ha fatto 27 vittorie, tre pareggi e una sconfitta prima della partita di oggi. Abbiamo giocato mercoledì in Olanda, non abbiamo falsato niente. Sicuramente abbiamo fatto meglio con questi rispetto a quello che avremmo potuto fare con gli altri rimasti a casa". ​Scelte logiche e incontestabili, dal punto di vista dei bianconeri: col Genoa si giocò il 17 marzo, cinque giorni dopo l'impresa con l'Atletico Madrid in Champions League, mentre la gara di oggi arriva nel bel mezzo dei quarti di finale contro l'Ajax. Bisognerà capire come la prenderanno però squadre come Frosinone, Bologna e le altre, che se la sono vista invece con la miglior Juve possibile.