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‘Mr. 150 palloni scansati proprio!’, avranno pensato i tifosi milanisti ammirando la partita di Franck Kessie contro la Juve sarrista di Miralem Pjanic. È l’effetto che fa il centrocampista ivoriano nel post-lockdown: quantità (con i suoi 11,37 km ha corso più di tutti in Milan-Juve) e soprattutto qualità (75 palloni giocati, 58 passaggi riusciti. Il bosniaco, per dire, si è fermato a 64 e 49). Insomma, c’è qualcosa di nuovo nel suo modo di giocare e allo stesso tempo un ritorno alle origini, in quanto Kessie il meglio di sé l’ha mostrato all’Atalanta, giocando sempre in un centrocampo a due mediani. Ma il Milan di Pioli aveva cambiato modulo già in gennaio, ricordate la trasferta di Cagliari? Fosse soltanto una questione relativa al sistema di gioco, avremmo dovuto vedere un Kessie diverso già da prima, ma così non è stato. È questo Kessie che è salito in cattedra, questo da Lecce in avanti, lo dicono i numeri. Dunque cos’è cambiato alla ripresa del campionato?  
 
KESSIE MEZZALA NEL 4-3-3 – Tornare sempre alla partita di Bergamo, lo so, può risultare doloroso per i tifosi rossoneri. Però è necessario. In particolare per capire come sono cambiate le corse di Kessie nelle due fasi. Allora c’era Suso, e il Milan di Pioli faceva ancora il 4-3-3. In questa immagine tratta dal secondo tempo di Atalanta-Milan, vediamo un’uscita in pressione di Kessie, in diagonale, volta a neutralizzare lo smarcamento in fascia di Pasalic. 



Queste corse da mezzala che faceva Kessie al tempo di Suso inevitabilmente allontanavano l’ivoriano dalla zona calda del centrocampo. E quando le distanze e le misure dei rossoneri saltavano (come in questo caso), Kessie veniva tagliato fuori dalle combinazioni degli avversari. Qui i tre centrocampisti del Milan sono troppo larghi, e tra Bennacer, il mediano, e Kessie, la mezzala destra, si apre uno spazio letto e attaccato perfettamente dal sottosistema bergamasco: passaggio di Pasalic e sponda di Muriel per il taglio interno di Gosens. Dolori grossi.     



In fase offensiva, l’equivalente: tante corse dispendiose verso la linea del fallo laterale, con l’intento di liberare lo spagnolo sulla trequarti. 



Ma anche altre posizioni tipiche, spesso spalle alla porta, o nei mezzi spazi o in fascia, che non sempre hanno esaltato le caratteristiche di questo giocatore.
 
KESSIE NEL 4-2-3-1/4-4-2 – Dunque esiste quello che Kessie ha acquisito meramente per via del cambio di modulo, e ciò che invece ha iniziato a possedere nel post lockdown. Occupiamoci ancora per un momento della prima fetta di miglioramento. Per farlo prendiamo una partita qualunque, anche recentissima, purché il Milan l’abbia giocata col 4-2-3-1: la vittoria contro la Roma. Kessie è stato fondamentale nell’azione del gol di Rebic, qualcuno potrebbe esserselo dimenticato. Ha accompagnato la ripartenza con un inserimento centrale di grande lungimiranza ed efficacia. 



La differenza tra Kessie mezzala e Kessie interno di centrocampo nel 4-2-3-1, sta anche qui. Nel secondo caso l’inserimento dell’ivoriano punta sempre e solo la porta, quando scatta. È inevitabilmente e paradossalmente più mirato. Forse è più raro, ma è anche più letale e imprevedibile. Cross sul secondo palo di Paquetá, Saelemaekers si allunga e tocca per Kessie che, fronte alla porta, calcia in acrobazia. E sulla respinta c’è Rebic.

Anche le uscite in pressione, nella fase difensiva, sono più frontali per un interno di centrocampo. Grazie al lavoro degli esterni e delle due punte, Kessie ora può aggredire come un tir i centrocampisti avversari. Contro la Juve un po’ seguiva Bentancur, un po’ attaccava Pjanic. Un esempio: sull’appoggio di Cuadrado per Pjanic, Kessie molla Bentancur e esce dritto sul bosniaco. Così facendo, con la sua mole, oscura pure la mezzala appena abbandonata, costringendo il regista a girarsi per giocarla dietro (dove in teoria le punte schermano i centrali). 



IL CAMBIO DI MODULO CONTRO IL CAGLIARI – Il primo Milan di Pioli e Ibra era molto più diretto e verticale rispetto a quello di oggi. Il 4-2-3-1 visto a Cagliari per la prima volta dal primo minuto, era molto diverso da quello che abbiamo potuto apprezzare martedì sera contro la Juve e in queste ultime giornate. Allora si tendeva a cercare subito Ibra, anche dal rinvio del portiere. Kessie in quella partita giocò 39 palloni e fece 28 passaggi riusciti. A occhio e croce la metà di Milan-Juve.



KESSIE POST LOCKDOWN – Oggi invece è un Milan che palleggia molto. Probabilmente il periodo di assenza di Ibrahimovic (causa infortunio) ha costretto Pioli a orientare il lavoro su princìpi alternativi. Così ora si ritrova gli uni e gli altri. Un Milan che può fraseggiare corto e partire dal basso e un Milan che all’occorrenza scaglia il pallone in cielo in cerca di Ibra. In tutto ciò ricopre un ruolo chiave Kessie, che sta delegando sempre meno a Bennacer i compiti di regia. Ecco la novità post lockdown. Proprio contro la Juve la loro collaborazione è stata massima, al punto che per la prima volta l’ivoriano ha superato il compagno di reparto per numero di palloni giocati e passaggi riusciti (rispettivamente: Kessie 75 e 58, Bennacer 66 e 56). Ecco una bella combinazione tra i due per uscire da uno spazio angusto contro i bianconeri.



Il gioco di Kessie sembra tornato piano e lineare come ai tempi di Bergamo, forse anche appena più razionale e maturo. Adesso tende a giocare più pulito e con meno tocchi. Inoltre dalla sua parte, Pioli schiera il falso esterno (o Calhanoglu o Paquetá), ossia un esterno un po’ più trequartista e/o mezzala dell’altro, in grado cioè di venire dentro al campo a legare coi compagni in palleggio. Ciò permette a Kessie di guardare praticamente sempre in avanti, e questo probabilmente lo agevola.  



O per lo meno, contro “il pressing col buco” della Juventus ha funzionato parecchio.